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domenica 21 dicembre 2014

Utilizzo dell’instabilità per l’allenamento del core in condizioni di allenamento e non allenamento.




La posizione della società canadese per la fisiologia dell’esercizio su: l’utilizzo dell’instabilità per l’allenamento del core in condizioni di allenamento e non allenamento.
Behm DG1, Drinkwater EJ, Willardson JM, Cowley PM; Canadian Society for Exercise Physiology.

ABSTRACT

L’utilizzo di tecniche ed esercizi di instabilità per allenare la muscolatura del core è una caratteristica essenziale di molti programmi e centri di allenamento. È stato l’intento di questa posizione di fornire raccomandazioni sul ruolo dell’instabilità nei programmi di allenamento di resistenza volti ad allenare i muscoli del core. Il core è definito come lo scheletro assiale e tutti i tessuti molli con un’inserzione prossimale sullo scheletro assiale, indipendentemente dal fatto che il tessuto molle termini sullo scheletro assiale o appendicolare. La stabilizzazione del core può essere realizzata mediante la combinazione dell’attivazione muscolare e della pressione intra-addominale. È stato dimostrato che il rinforzo addominale risulta essere molto più efficace dello svuotamento addominale per ottimizzare la stabilità spinale. Quando vengono fatti questo tipo di esercizi, viene riportata una maggiore attivazione dei muscoli del core e degli arti in condizioni di instabilità rispetto alle condizioni di stabilità. Ad ogni modo, l’attivazione dei muscoli del core, simile o maggiore rispetto a quella attuata in condizioni di instabilità, può essere altrimenti raggiunta con esercizi a terra e con pesi liberi, come per esempio il sollevamento olimpico, gli squat e gli stacchi. Dal momento che l’aggiunta di basi instabili agli esercizi di resistenza possono comportare un decremento della forza, della potenza, della velocità e del grado di movimento, non sono raccomandate come modalità di allenamento primario per una condizione atletica. In ogni caso, l’alta attivazione muscolare con l’uso di carichi più leggeri, associati all’instabilità nell’allenamento di resistenza, suggerisce che possono giocare un ruolo importante in una scheda di allenamento periodizzato, nei programmi riabilitativi e per soggetti in condizione non atletica che preferiscono non fare esercizi a terra senza pesi per raggiungere i benefici nella salute muscoloscheletrica.




Post a cura di Sofia Dallorto


martedì 16 dicembre 2014

Effetti dell’affaticamento acuto e dell’adattamento all’allenamento nella prestazione del contromovimento jump negli atleti di élite




La prestazione del contromovimento jump (CMJ) è stata esaminata in seguito ad affaticamento neuromuscolare acuto (studio I) ed allenamento cronico (studio II) negli atleti d’élite dello snowboardcross, attraverso variabili del contromovimento jump sia tipiche (CMJ-TYP*) sia alternative (CMJ-ALT**). 7 atleti d’élite (livello olimpico) di snowboardcross (4 maschi e 3 femmine) hanno partecipato allo studio I, e 5 di questi stessi atleti (2 maschi e 3 femmine) hanno partecipato allo studio II. Le variabili del CMJ relative a forza, velocità, potenza e tempo sono state misurate in entrambi le fasi del salto eccentrica e concentrica, con le variabili del CMJ-TYP che riflettevano l’energia totale del CMJ, mentre le variabili del CMJ-ALT riflettevano la meccanica del contromovimento jump. Nello studio I, la prestazione del CMJ è stata valutata prima e dopo un protocollo di esercizi affaticanti per la parte inferiore del corpo, e nello studio II) la prestazione del CMJ è stata valutata prima e dopo un allenamento strutturato a blocchi della durata di 19 settimane. Differenze significative nella prestazione del contromovimento jump sono state esaminate utilizzando l’importanza del cambiamento (misura dell’effetto = EM) per cambi collettivi o individuali. L’affaticamento acuto diminuiva il picco della forza e la funzione eccentrica, mentre si allungava il tempo di durata del salto. L’allenamento strutturato a blocchi accresceva il picco di forza e la funzione eccentrica, mentre la durata del salto diminuiva visibilmente. In entrambi gli studi I e II, le EM più significative sono state associate alle variabili del CMJ-ALT. Il test del CMJ risulta uno strumento di monitoraggio adatto per gli atleti d’élite di SBX per entrambi i rilevamenti dell’affaticamento acuto e dell’adattamento all’allenamento. Rispetto all’energia del CMJ, la meccanica del CMJ dimostra cambiamenti più marcati e divergenti seguendo entrambi l’affaticamento neuromuscolare acuto e l’allenamento strutturato a blocchi. Perciò le variabili del CMJ-ALT dovrebbero essere incorporate nelle analisi del contromovimento jump.

*TYP = typical
**ALT = alternative

Post a cura di Sofia Dallorto

mercoledì 26 novembre 2014

L'assunzione di latte aumenta il rischio di mortalità e di fratture in donne e uomini ?



Conclusioni 
una assunzione elevata di latte è stata associata ad una maggiore mortalità in una coorte di donne e in un'altra coorte di uomini con una maggiore incidenza di fratture nelle donne. Dato i disegni di studio e di osservazione  si consiglia una cautela nell'interpretazione dei risultati.


domenica 9 novembre 2014

Esistono punti di agopuntura ?



Abbiamo usato analisi con a raggi X  fluorescenza per sondare la distribuzione di quattro elementi chimici in ed intorno a punti di agopuntura, due situati nell' avambraccio e due nella parte inferiore della gamba.
Tre dei quattro punti di agopuntura mostrato concentrazioni significativamente  elevate degli elementi Ca, Fe, Cu e Zn in relazione ai livelli nel tessuto circostante, con rapporti elevazione simili per Cu e Fe.
La distribuzione mappata di questi elementi implica che ciascun punto di agopuntura
sembra essere ellittica con l'asse lungo il meridiano.

Link


Synchrotron radiation phase-contrast X-ray CT imaging of acupuncture points

Strutture topografiche tridimensionali dei Punti di agopuntura sono stat istudiati utilizzando Radiazione di Sincrotrone in linea a Raggi X a contrasto di fase e tomografia computerizzata.
Due Punti di agopuntura, o Zhongji (RN3) e Zusanli (ST36), sono stat iindagati.
Abbiamo trovato un  accumulo di microvasi in ciascuna Regione nei punti di agopuntura.
Le Immagini dei Tessuti circostanti i Punti di agopuntura non mostrano Tali Tipi di Strutture. T

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giovedì 6 novembre 2014

CERVELLO CHIAMA UNIVERSO


"E se l'universo fosse una sorta di grande cervello e noi esseri umani non siamo altro che dei pensieri che si sparpagliano fra i neuroni cioè le galassie di questa enorme mente ?"




L'Universo si espande come il cervello, perché le leggi che governano la crescita dei sistemi piccoli e grandi sono le medesime. Lo suggerisce uno studio condotto con simulazioni al computer, portato avanti dall'Università della California (Usa) in collaborazione con l'Università di Barcellona (Spagna).


martedì 14 ottobre 2014

DIPENDENZA POSTURALE DELLA LOCOMOZIONE UMANA DURANTE L'AVVIO DEL PASSO.




L'avvio della locomozione umana comporta azioni motorie posturali per stabilizzare, orientare e equilibrare il corpo, che devono essere efficacemente integrate con la locomozione stessa per consentire un moto sicuro ed efficiente. La nostra capacità di adattare i contenuti di queste funzioni ai cambiamenti ambientali o corporei attraverso apprendimenti motori error-based è essenziale per prestazioni efficaci. Compensazioni predittive per perturbazioni posturali attraverso aggiustamenti posturali anticipatori (APAs) che stabilizzano l’equilibrio medio-laterale (ML) in stazione eretta, normalmente precedono e accompagnano la sequenza del passo. La sequenza temporale tra questi eventi può coinvolgere processi neurali che posticipano il passo fino a quando le condizioni di stabilità previste non vengono raggiunte. Se è così, allora una perturbazione inaspettata che sconvolga gli APAs ML dovrebbe ritardare la locomozione.
È stato effettuato uno studio per cercare di accertare in che modo il sistema nervoso centrale (CNS) adatti postura e locomozione alle perturbazioni dell'equilibrio ML nella stazione eretta. Soggetti adulti sani hanno iniziato la locomozione mentre una forza di resistenza è stata applicata al loro bacino per perturbare la postura.
In un primo esperimento, usando perturbazioni casuali, la tempistica di insorgenza del passo è stata ritardata rispetto all'esordio dell’APA, che indica che la locomozione è stata posticipata fino a quando le condizioni di stabilità previste non si sono verificate. Inoltre, i parametri del passo sono stati adattati con gli APAs, fatto che indica che la previsione motoria delle conseguenze dei cambiamenti posturali probabilmente ha modificato il comando motorio del passo.
In un secondo esperimento, ripetitivi perturbazioni posturali indotte hanno prodotto post-effetto locomotori in alcuni parametri (ad esempio l’altezza del passo), post-effetto immediati ma rapidamente ri-adattati in altri, o infine assenza di post-effetto.
Questi risultati hanno indicato rapidi ma transitori adattamenti reattivi nella postura e nell’assemblaggio del passo e cambiamenti pratica-dipendenti più durevoli, suggerendo un adattamento a feedforward della locomozione in risposta alle prevalenti condizioni posturali.


Traduzione a cura di Daniele Ugolini

Link all'articolo

mercoledì 20 agosto 2014

Programma gratuito per analisi video

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LA CONOSCENZA RENDE LIBERI
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martedì 12 agosto 2014

Possiamo vivere più a lungo mangiando meno ? Una revisione su restrizione calorica e longevità




La restrizione calorica con una diminuzione  delll'apporto calorico del 20-30%, si è dimostrato prolungare la vita nei ratti quasi 80 anni fa. 
Da quel momento, la restrizione calorica legata alla longevità è stata studiata in specie dal lievito agli esseri umani.
La restrizione calorica ha ripetutamente dimostrato di allungare la durata della vita su molte specie studiate.
Sono in corso studi di restrizione calorica in primati non umani e nell'uomo e i primi risultati suggeriscono un  prolungamento della vita così come la prevenzione delle malattie legate all'età.
I dati nei roditori suggeriscono che la restrizione calorica a breve termine ha effetti benefici sulla fertilità. Anche se la restrizione calorica ha molti effetti positivi sulla salute e la longevità, la qualità della vita su una dieta ristretta, nonché la capacità di mantenere così a lungo termine dieta sono problemi che devono essere considerati in esseri umani.

Punti trigger miofasciali: Fenomeno periferico o centrale?






I punti trigger (TRP) sono punti iper irritabili in una banda tesa di un muscolo scheletrico, che di solito sono zone di dolore.
C'è controversia se TrP sono un fenomeno del sistema nervoso periferico o centrale.
Il dolore riferito, il segno più caratteristico di Trp, è un fenomeno centrale
Iniziato e attivato da sensibilizzazione periferica, in base al quale l'input nocicettivo periferico dal muscolo può sensibilizzare neuroni del corno dorsale che in precedenza erano silenti.
TrP sono una fonte di nocicezione periferica.
Diversi studi supportano l'ipotesi TrP che possono indurre sensibilizzazione centrale, e un appropriato  trattamento TrP riduce sensibilizzazione centrale.
Al contrario, le prove preliminari suggeriscono che la sensibilizzazione centrale  può anche promuovere l'attività del PRT, anche se sono necessari ulteriori studi. Una corretta gestione TrP può impedire e invertire lo sviluppo della propagazione del dolore  in condizioni di dolore cronico,  inattivazione TrP attenua sensibilizzazione centrale.

6 sedute da 4 a 6 ripetizioni di 30 secondi Wingate sprint anaerobici su un cicloergometro possono far perdere cm addominali e coscia ?




Lo scopo di questo studio era di indagare gli effetti un training ad altissima intensita´ e breve durata (SIT) sui fattori di rischio metabolici e vascolari in uomini  sovrappeso ,obesi uomini.
Protocollo esercizio:
i partecipanti hanno completato un protocollo di  2 settimane, Composto da 6 sedute di 4 a 6 ripetizioni di 30 secondi Wingate sprint anaerobici su un cicloergometro elettromagneticamente frenato, con recupero di 4,5 minuti tra ogni ripetizione.
Risultati:
Diminuzioni significative del giro vita (98,9 ± 3,1 vs 101,3 ± 2,7 centimetri, P = .004) e della circonferenza dell'anca (109.8 ± 2.2 vs 110,9 ± 2,2 centimetri, P = .017).
QUINDI, 2 settimane di esercizio ad alta intensita´ oltre ad ever migliorato molti indici di rischio cardiovascolare, sono serviti per diminuire la circonferenza a livello addominale e d anca.


lunedì 11 agosto 2014

Riduzione del rischio di mortalità per cancro al cervello da camminare e correre.


SCOPO : Questo studio ha lo scopo di verificare in modo prospettico se l'esercizio è associato ad una minore mortalita´ per cancro al cervello nei 111.266 corridori e camminatori 42.136 dai Runners nazionali RISULTATI :   110  morti per cancro al cervello durante  una media di 11,7 anni   di follow-up. I corridori e camminatori sono stati combinati, perché la riduzione del rischio non differiva significativamente.
 CONCLUSIONI : Il rischio di  cancro al cervello fatale è diminuita in associazione con la corsa  il  camminare  e il dispendio energetico.

Effetto dell esercizio intermittente ad alta intensita su giovani sovrappeso






 I soggetti in nel gruppo hanno eseguito esercizio  supervisionato (8 s sprint,
12 s di recupero) per sessioni di  20 minuti continui.
Il carico di lavoro  è stato fissato all 80-90% della massima frequenza cardiaca del sogetto  (HR) con una cadenza tra 120 e 130 rpm mentre il recupero è stato fissato alla stessa  resistenza, ma ad una cadenza di 40 r.p.m.
I soggetti sono stati istruiti a mantenere
la loro intensità di esercizio. All aumentare dell allenamento
é stato aumentato  il carico di lavoro in modo che la frequenza cardiaca del soggetto sia appropriata
80-90% di livello di picco HR.
I soggetti hanno eseguito un 5-minuti di warm-up e cooldown sulla bici  prima e dopo ogni sessione di allenamento.
Il gruppo che ha fatto esercizio ha avuto una significativa perdita di peso  1,5 kg (p <0,005)
una significativa riduzione della massa grassa totale di 2 kg (P <0.001)
Adiposità addominale e del tronco sono diminuite significativamente  nel gruppo di esercizio di 0,1 kg (p <0.05) e 1,5 kg (p <0,001)
Il gruppo che ha eseguito esercizio ha avuto una significativa (P <0,01) riduzione del 17% del grasso viscerale dopo 12 settimane di esercizio intermittente ad alta intensita´, considerando che la circonferenza della vita era significativamente diminuita.
Massa magra è aumentata significativamente (P <0.05) nel gruppo di esercizio di 0,4 kg per la gamba e 0,7 kg per il tronco.
Nessun cambiamento significativo (P> 0.05) si è verificato in livelli di insulina, HOMA-IR, e lipidi nel sangue. Dodici settimane di Hiie portato a una significativa riduzione del grasso  totale, addominale, tronco, e del grasso viscerale con aumenti significativi della massa magra e della potenza aerobica.


Esercizi per addominali fanno diminuire la pancia ?




Questa domanda mi viene posta spessissimo ma come si legge su questo articolo fare solo esercizio per addominali non basta a far diminuire la pancetta.
Effetto di esercizio addominale sul grasso addominale.
Lo scopo di questo studio era di valutare l'effetto di esercizi addominali sul grasso addominale.
Ventiquattro partecipanti sani, sedentari (14 uomini e 10 donne), tra i 18 ei 40 anni, sono stati assegnati in modo casuale a 1 dei 2 seguenti gruppi: gruppo di controllo (CG) o il gruppo esercizio addominale (AG). Antropometria, composizione corporea, e la resistenza muscolare addominale sono stati testati prima e dopo l'allenamento.
L'AG eseguito 7 esercizi addominali, per 2 serie da 10 ripetizioni, per 5giorni a settimana  per 6 settimane.
Il CG ha ricevuto alcun intervento, e tutti i partecipanti hanno mantenuto una dieta isocalorica per tutto lo studio.
Significatività è stato fissato a p = 0,05 per tutti i test.
Non c'era alcun effetto significativo degli esercizi addominali sul peso corporeo, percentuale di grasso corporeo, , circonferenza addominale, pliche cutanee addominali e misurazione delle pliche cutanee soprailiaco.
L'AG eseguita significativamente maggiore quantità di ripetizioni curl-up (47 ± 13) rispetto al CG (32 ± 9) sul post-test come test.
 Sei settimane di allenamento esercizio addominale da sola non sono sufficienti a ridurre il grasso sottocutaneo addominale e altre misure di composizione corporea. Tuttavia, la formazione esercizio addominale hanno migliorato significativamente la resistenza muscolare, in misura maggiore rispetto al CG.

Esercizio intermittente ad alta intensità per perdere peso e grasso anche addominale




L'effetto del  regolare esercizio aerobico sul grasso corporeo è trascurabile; tuttavia, altre forme di esercizio possono avere un impatto maggiore sulla composizione corporea.
Ad esempio, la ricerca emergente prende in esame esercizio ad alta intensità intermittente (Hiie) indica che può essere più efficace nel ridurre il grasso corporeo sottocutaneo e addominale rispetto ad altri tipi di esercizio.
I meccanismi alla base della riduzione del grasso indotta da Hiie, tuttavia, non sono ben chiari. Esercizio ad alta intensita´ intermittente  regolare si è  dimostrato efficace nel migliorare significativamente sia la capacità aerobica che  anaerobica.
Hiie inoltre riduce significativamente la resistenza all'insulina e si verificano un certo numero di adattamenti nei muscoli scheletrici che si traducono in una maggiore ossidazione dei grassi  e una migliore tolleranza al glucosio.
Questa review riassume i risultati degli studi Hiie sulla perdita di grasso, fitness, insulino-resistenza, e nel muscolo scheletrico. I possibili meccanismi sottostanti la perdita di grasso Hiie-indotta e le implicazioni per l'uso di Hiie nel trattamento e nella prevenzione dell'obesità vengono anche discussi.


Trattamento della tendinopatia rotulea-una revisione sistematica di studi randomizzati controllati




La tendinopatia rotulea è un disturbo comune, causato da uso eccessivo.
Anche se sono stati descritti molti  metodi di trattamento, non c'è consenso per quanto riguarda il trattamento ottimale per questa condizione.
Lo scopo di questo studio era di esaminare sistematicamente  e confrontare i trattamenti per la tendinopatia rotulea da studi controllati randomizzati pubblicati.
Metodi 
Ricerche da database sono state eseguite per studi randomizzati prospettici controllati che confrontano metodi di trattamento per la tendinopatia rotulea.
I tredici articoli ritenuti pertinenti sono stati esaminati secondo le linee guida e livelli di evidenza di valutazione della qualità.
Risultati
Forte evidenza è stata trovata per l'uso di allenamento eccentrico per il trattamento di tendinopatia rotulea.
Prove moderato sono state trovate per il trattamento conservativo con un pesante allenamento di resistenza lenta come alternativa all'esercizio eccentrico.
Moderata evidenza suggerisce che un trattamento con ultrasuoni a bassa intensità pulsati non ha influenzato i risultati del trattamento.
Prove Limitate sono state trovata per la chirurgia, iniezioni sclerosanti, e la terapia con onde d'urto.
Conclusione
Allenamento fisico, e  particolarmente l'esercizio eccentrico, sembrano essere i trattamenti di scelta per i pazienti affetti da tendinopatia rotulea.
Tuttavia, il tipo di esercizio fisico, la frequenza, il carico, e il dosaggio deve essere ulteriormente analizzati. Altri metodi di trattamento, come ad esempio il trattamento chirurgico, le iniezioni sclerosanti, e la terapia con onde d'urto, devono essere indagati ulteriormente prima di raccomanderne il loro uso. L'ultrasuono può probabilmente essere escluso come trattamento per tendinopatia rotulea.
C'è una persistente mancanza di studi ben disegnati e sufficientemente a lungo termine come follow-up e il numero di pazienti trattati conclusioni forti per quanto riguarda la terapia.


lunedì 4 agosto 2014

SINDROMI DOLOROSE DEL RACHIDE LOMBARE: ASPETTI CLINICI E STRATEGIE RIABILITATIVE




Navigando ho trovato questa interessante pubblicazione, molto molto specifica e sicuramente non di semplice lettura ma molto interessante.

 L’autore prende in considerazione i meccanismi neurofisiologici del dolore lombare, in
accordo con le teorie che spiegano l’azione dell’agopuntura. Inoltre, vengono presentate le
principali evidenze scientifiche che riguardano la lombalgia, con uno sguardo alla letteratura
scientifica mondiale e agli studi realizzati dalle nostre Associazioni di Agopuntura. Viene
anche fornita una breve descrizione dei punti Huatuojiaji per il trattamento della lombalgia.
PAROLE CHIAVE: Lombalgia, Agopuntura, Teoria del cancello


Rappresentazione Centrale di iperalgesia da trigger point miofasciale



Articolo decisamente tosto ma secondo me apre interessanti riflessioni su cosa facciamo mentre stiamo riabilitando o come l´attivita diciamo centrale possa influenza il sistema corpo.
Lo scopo dello studio è stato quello di indagare se una risposta anormale del cervello al dolore esiste in pazienti con sindrome da dolore miofasciale (MPS) Se stimolati in un trigger point miofasciale (MTP).
La risonanza magnetica funzionale evento-correlati è stato utilizzata per caratterizzare la risposta del cervello al dolore evocato da un MTP.
Pattern di attivazione in pazienti  sono stati confrontati stimolando un sito equivalente nei controlli sani abbinati con intensità dello stimolo e l'intensità del dolore.
 Rispetto ai controlli sani a parita di intensità, i pazienti hanno sperimentato intensità del dolore significativamente superiore (iperalgesia).
La risposta del cervello corrispondente ha rivelato notevole migliorato somatosensoriale (SI, SII, parietale inferiore, a metà insula) e limbico (insula anteriore). Soppresso a destra l'attività dell'ippocampo dorsale nei pazienti rispetto ai controlli.
I nostri risultati mostrano che lo stato iperalgesico osservata nei pazienti MPS è stata associata con iperattività anomala nelle regioni di trasformazione intensità dello stimolo con effetto negativo. Noi ipotizziamo che l'attività soppressa dell ippocampo potrebbe riflettere i cambiamenti legati allo stress in relazione al dolore cronico come un fattore di stress fisico ed emotivo.

martedì 8 luglio 2014

TESI: VALUTAZIONE DELLE DISTRIBUZIONI DELLE PRESSIONI PLANTARI IN SOGGETTI CON DIFFERENTI CONFORMAZIONI DEL PIEDE



VALUTAZIONE DELLE  DISTRIBUZIONI DELLE PRESSIONI  PLANTARI IN SOGGETTI CON  DIFFERENTI CONFORMAZIONI DEL  PIEDE 

Negli ultimi anni la distribuzione pressoria plantare è stata ampiamente riconosciuta 
come un parametro utile a valutare le caratteristiche dell’appoggio plantare e del 
cammino umano. La distribuzione e l’entità delle pressioni plantari forniscono 
importanti informazioni per diagnosticare i vari disturbi del piede. Lo studio della 
distribuzione pressoria plantare permette inoltre di validare modelli numerici 
interpretativi dei materiali e delle struttura del piede. 


Relatore: Ch.mo Prof. ARTURO N. NATALI
Correlatore: Ing. ANTONELLA FORESTIERO
Laureanda: MARTINA BARZAN

Corso di laurea triennale in Ingegneria Biomedica


Interessante tesi scaricabile a questo indirizzo

LA CONOSCENZA RENDE LIBERI
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Gli autori sviluppano di un programma di esercizi domiciliari autosomministrati per la tendinopatia della cuffia dei rotatori.




(Littlewood et al. 2013a; Littlewood et al. 2013b)
Programma: sviluppano di un programma di esercizi domiciliari autosomministrati per la tendinopatia della cuffia dei rotatori.
Esercizi contro resistenza (gravità, fascia terapeutica, manubrio) in 3 set da 10-15 ripetizioni, 2 volte al giorno. L'esercizio può non essere confortevole ma deve essere gestibile. La prescrizione degli esercizi è guidata dal fatto che l'esercizio, durante l'esercizio si produce dolore ma alla cessazione i sintomi non devono peggiorare. Propone un programma di 1 solo esercizio, questo è preferibile per 2 ragioni: si tratta di una soluzione pratica che fa risparmiare tempo, inoltre non sono noti i possibili benefici di esercizi addizionali che stressano il medesimo tessuto.
Settimana 0: valutazione iniziale e inizio del trattamento
abduzione di spalla (oppure flessione, rotazione esterna etc.) isometrica resistita contro un muro oppure abduzione di spalla 0-30° con Thera-Band a resistenza moderata
Settimana 3-4: follow-up iniziale e progressione
abduzione di spalla 80-120° con un peso moderato (ad es. un barattolo)
Settimana 6-8: secondo follow-up e progressione
abduzione di spalla 80-120° con aumento progressivo delle ripetizioni e del peso (Thera-Band ad elevata resistenza o manubrio)
Settimana 10-12: follow-up finale e congedo
valutazione finale per identificare limitazioni funzionali non risolte e progressione degli esercizi con carico se necessario (ad es. press-up, pull-up)
Trial clinico: gli autori poi mettono a confronto un gruppo sperimentale trattato con il programma sopra esposto e un gruppo di controllo trattato con “fisioterapia convenzionale”. L'outcome primario viene misurato con la SPADI (Shoulder Pain ad Disability Index), quello secondario con la SF-36 (short form 36). Alla baseline viene misurato anche il livello di auto-efficacia tramite la GSES (General Self-Efficacy Scale). Per misurare il livello di adesione al programma veniva fornito un diario per l'indicazione degli esercizi eseguiti quotidianamente.
Il programma di esercizi veniva prescritto da un fisioterapista e completato autonomamente, gli esercizi venivano eseguiti contro gravità, con una fascia elastica o un peso in 3 set da 10-15 ripetizioni eseguiti per 2 volte al giorno.
La fisioterapia convenzionale includeva: educazione, stretching, terapia manuale, massaggio, strapping, agopuntura, elettroterapia, iniezioni di corticosteoridi, a discrezione del fisioterapista.

Conclusioni: si è osservata una forte adesione al programma di esercizi domestici e gli outcome in termini di SPADI e SF-36 tra i 2 gruppi sono comparabili.

giovedì 19 giugno 2014

Punti trigger miofasciali e sensibilizzazione: un modello di dolore aggiornato per cefalea di tipo tensivo.



Modelli di dolore  per la cefalea di tipo tensivo suggeriscono che gli input nocicettivi di muscoli periferici di possono portare a sensibilizzazione centrale e cronica di tipo tensivo (CTTH).
Tali modelli supportano  i possibili meccanismi periferici, i muscoli pericranici  portano  all'attivazione o sensibilizzazione delle terminazioni nervose nocicettive e alla liberazione di mediatori chimici (bradikinin, la serotonina, la sostanza P).
Supponendo che la liberazione di sostanze algogeniche  sia importante, la questione che si pone è: se i punti muscolari non sono i siti principali  in corso di infiammazione neurogena, che la struttura può essere responsabile per la liberazione di mediatori chimici della periferia?
Un recente studio ha trovato livelli elevati di sostanze algogenici, e livelli di pH più bassi, al punto attivo miofasciale trigger (TrPs) rispetto ai punti di controllo.
 Studi clinici hanno dimostrato che il dolore riferito suscitato dai muscoli della testa e del collo contribuisce a  modelli di dolore in CTTH.
Sulla base dei dati disponibili, un modello di dolore aggiornato per CTTH è proposto, il  mal di testa può almeno in parte essere spiegato dal dolore riferito dai TrPs nei muscoli posteriori del collo, della testa e delle spalle. In questo modello il dolore dei trigger point sarebbero le zone iperalgesiche principali responsabili dello sviluppo della sensibilizzazione centrale in caso di cefalea cronica tensiva.

Myofascial trigger points and sensitization: an updated pain model for tension-type headache.

Il ruolo dei muscoli nella cefalea di tipo tensivo.


I tessuti miofasciali dei muscoli pericranici ed il numero di punti trigger miofasciali sono notevolmente aumentati nei pazienti con cefalea di tipo tensivo (TTH). 
Meccanismi responsabili della maggiore sensibilità al dolore miofasciale sono stati ampiamente studiati.L'attivazione periferica o sensibilizzazione dei nocicettori miofasciali potrebbero svolgere un ruolo nel causare aumento sensibilità al dolore, ma prove certe per una anomalia periferica sono ancora carenti. 
Meccanismi periferici sono  probabili  e di grande importanza in episodi di cefalea tensiva. Sensibilizzazione delle vie del dolore nel sistema nervoso centrale dovuti a stimoli nocicettivi prolungati dai tessuti miofasciali pericranici sembrano essere responsabile della conversione da cefalea tensiva episodica a cronica.
 Il trattamento diretto verso fattori muscolari comprende elettromiografia biofeedback, che ha un effetto documentato in pazienti con TTH, così come la fisioterapia e il rilassamento muscolare come terapia terapia sono probabilmente efficaci. Studi futuri dovrebbero mirare ad identificare la fonte di nocicezione periferica.

The role of muscles in tension-type headache.


giovedì 12 giugno 2014

Revisione sistematica di 11 trial. Propone un protocollo riabilitativo della sindrome da conflitto subacromiale.




(Kuhn 2009)
Revisione sistematica di 11 trial. Propone un protocollo riabilitativo della sindrome da conflitto subacromiale.
Considerazioni generali: non è noto se l'aggiunta o l'eliminazione di esercizi abbia effetto sui risultati. Esercizi per l'escursione articolare e di stiramento dovrebbero eseguiti giornalmente. esercizi di rinforzo dovrebbero essere eseguiti 3 volte alla settimana.
Terapie fisiche: calore, freddo o entrambi possono essere utilizzati. Studi hanno dimostrato che i risultati del trattamento con ultrasuoni non sono migliori dei risultati nei pazienti dei gruppi di controllo, e non dovrebbero essere usati.
Terapia manuale: le tecniche di mobilizzazione delle articolazioni e dei tessuti molli hanno dimostrato di aumentare l'effetto dei programmi di esercizio. Inizialmente sono raccomandati esercizi supervisionati associati a terapia manuale. Durante questo periodo ai pazienti dovre essere insegnato un successivo programma domiciliare. I paziente possono passare completamente a un programma domiciliare quando non necessitano più della terapia manuale.
Esercizi per l'escursione articolare: (fig. A1-5): il paziente dovrebbe iniziare il lavoro sull'escursione articolare con esercizi posturali quale il sollevamento e la retrazione delle spalle. La mobilizzazione dell'articolazione glenomerale dovrebbe cominciare con esercizi pendolari, progredire con mobilizzazioni attive assistite, quindi mobilizzazioni attive, sempre in maniera confortevole. Le mobilizzazioni attive assistite possono essere eseguite con un bastone, in sospensione con delle pulegge o aiutandosi con l'arto superiore non coinvolto. Le mobilizzazioni attive possono essere eseguite di fronte ad uno specchio usando la mano opposta sul trapezio al fine di prevenire il sollevamento della spalla.
Figura A1) Esercizio pendolare: lasciar penzolare l'arto superiore, effettuare 20 piccoli cerchi in senso antiorario, effettuare altri 20 cerchi in senso orario, effettuare movimenti in avanti e indietro e poi verso l'esterno e l'interno.
Figura A2) Esercizio posturale: mettere le mani sui fianchi, inclinarsi indietro e mantenere la posizione.
Figura A3) Training attivo dei muscoli della scapola: (sinistra) sollevamento delle spalle: spingere le spalle in alto e indietro, mantenere. (Destra) avvicinare i margini interni della scapole mantenendo una buona postura.

Figura A4) Mobilizzazione attiva assistita utilizzando un bastone: da supini afferrare il bastone con entrambe le mani, mobilizzare gli arti superiori usando l'arto sano per guidare quello lesionato. Aumentare l'utilizzo dell'arto lesionato secondo tolleranza. Questo esercizio può essere effettuato in posizione eretta quando confortevole. Le immagini mostrano la flessione, la rotazione esterna, l'abduzione.
Figura A5) Mobilizzazione attiva: di fronte ad uno specchio, esercitarsi a elevare gli arti superiori di fronte a sé senza sollevare le spalle.
Stiramento: (Figure A6-7): gli esercizi di stiramento dovrebbero essere eseguiti giornalmente e includere: lo stiramento della regione anteriore della spalla, eseguito dal paziente in uno spigolo o tra gli stipiti di una porta e lo stiramento della regione posteriore delle spalle usando la tecnica in adduzione orizzontale incrociata. Ogni stiramento deve essere mantenuto per 30 secondi e ripetuto 5 volte, con una pausa di 10 secondi tra gli stiramenti. Lo stiramento tramite bastone in flessione e rotazione esterna può essere eseguito in una maniera simile (si veda fig. A4).
Figura A6) Stiramento della regione anteriore dalla spalla: posizionare le mani al livello delle spalle su entrambi i lati di una porta o sullo spigolo di una stanza. Inclinarsi in avanti nella porta o nello spigolo e mantenere la posizione.
Figura A7) Stiramento della regione posteriore della spalla: portare il braccio coinvolto di fronte al corpo come mostrato in figura. Posizionare l'altro avambraccio sul gomito. Flettere delicatamente l'avambraccio dell'arto che è davanti, spingendo così l'altro braccio verso il torace fino a che non si sente uno stiramento nella regione posteriore della spalla.
Rinforzo: (Figure A8-15): Gli esercizi di rinforzo devono focalizzarsi sulla cuffia dei rotatori e sugli stabilizzatori delle scapole. Il rinforzo della cuffia dei rotatori dovrebbe comprendere i seguenti esercizi con il Thera-Band: rotazione interna con il braccio addotto vicino al fianco, rotazione esterna con il braccio addotto vicino al fianco e elevazione sul piano della scapola (scaption), se non c'è dolore all'esecuzione dell'esercizio. Il rinforzo degli stabilizzatori delle scapole dovrebbero includere: chair-press, push-up plus (da proni sfruttando il peso del corpo o da supini con dei pesi nelle mani) e vogate con il tronco eretto utilizzando una fascia elastica. Rinforzi combinati in piedi utilizzando una fascia elastica dovrebbero includere elevazione in flessione ed estensione. Ogni esercizio dovrebbe essere eseguito in 3 set da 10 ripetizioni, incrementando la resistenza elastica con il miglioramento della forza.
Figura A8) A) (sinistra) rotazione esterna: fissare la fascia elastica a livello della vita, mantenere il gomito flesso a 90° e il braccio vicino al corpo. Allontanare la mano dal corpo come mostrato in figura. (Destra) rotazione interna: fissare la fascia elastica a livello della vita, mantenere il gomito flesso a 90° e il braccio vicino al corpo, avvicinare la mano dal corpo come mostrato in figura.
OPPURE: B) (sinistra) Rotazione esterna: stendersi su un fianco, con il lato interessato verso l'alto, mantenere il braccio vicino al corpo, il gomito flesso, con o senza un peso in mano, muovere la mano come mostrato in figura. (Destra) rotazione interna: stare distesi sul fianco interessato, gomito pflesso a 90°, braccio vicino al fianco, con o senza peso, portare la mano verso il corpo come mostrato in figura.
Figura A9) Scaption (elevazione sul piano della scapola): mantenendo una adduzione orizzontale di 30°, con i pollici in su o in giù, elevare gli arti superiori. Può essere aggiunta resistenza. Questo esercizio può essere effettuato sono se non è presente dolore.
Figura A10) Chair press: da seduti, spingere sulla sedia sollevando il corpo. Cercare di mantenere la colonna vertebrale diritta.
Figura A11) Push-up plus: effettuare una sollevamento (“flessione” sulle mani o sugli avambracci) alla fine del quale spingere ulteriormente come per portare la colonna vertebrale verso l'alto.
Figura A12) Press-up: sdraiati supini con dei pesi nelle mani, mantenendo i gomiti ben estesi muovere gli arti superiori verso l'alto quanto più possibile.
Figura A13) Vogate: da seduti o in piedi, flettere i gomiti e tirare indietro la fascia elastica. Provare ad avvicinare le scapole verso la colonna vertebrale.
Figura A14) Vogate verticali: eseguire con un arto superiore alla volta. Mentre si è in piedi, appoggiarsi su un tavolo flettendo le anche. Sollevare il peso avendo cura di avvicinare la scapola alla colonna vertebrale.

Figura A15) Trapezio inferiore: in posizione eretta afferrare la fascia elastica, tirare indietro mantenendo i gomiti estesi. Provare a portare le mani dietro si sé.

Sindrome da conflitto subacromiale stadio I e II di Neer.







 sindrome da conflitto subacromiale stadio I e II di Neer.
Trattamento:
3 gruppi sperimentali: A) auto-trattamento domiciliare B) fisioterapia convenzionale C) Supporto ortopedico funzionale. Il programma di esercizi per i gruppi A) e B) è stato scelto in funzione della valutazione clinica ed elettromiografica. All three groups were treated over a period of 12 weeks. In addition to the therapy regimen, the patients were advised to avoid overhead sports and overhead work. After the 12-week period, they were told to use their shoulders normally without any limitation.
A) Auto-trattamento domiciliare
Ai pazienti veniva insegnato un programma standardizzato di autotrattamento di esercizi di centraggio e di stiramento per le spalle. Il programma era predisposto in funzione della valutazione clinica iniziale. Le istruzioni per gli esercizi venivano stampate con il software PhysioTools (PhysioTools Sverige, Malmo, Sweden) (fig. 1) e consegnate ai pazienti. Per la maggior parte degli esercizi veniva usato un Thera-Band elastico, scelto in funzione della misura iniziale di forza. Il programma di autotrattamento veniva insegnato ai pazienti da fisioterapisti in un massimo di 4 sessioni. I pazienti venivano istruiti a eseguirei il programma almeno 5 volte alla settimana per 10-15 minuti.
Figura 1): esempi di illustrazioni degli opuscoli per pazienti sottoposti al programma di autotrattamento personalizzato. Le istruzioni per ogni box sono le seguenti: A) Mettersi seduti, con le braccia vicine al corpo e i gomiti flessi ad angolo retto. Avvolgere il Thera-Band attorno ad entrambe le cosce ed entrambi i polsi, come mostrato in figura. Tirare le scapole indietro e spingere lo sterno in avanti. Ruotare leggermente gli avambracci verso l'esterno. Mantenere la tensione per 8-10 secondi. Ripetere l'esercizio 10 volte. B) Mettersi a sedere su uno sgabello o un pallone terapeutivo. Avvolgere il Thera-Band attorno ad entrambe le cosce. Stendere entrambi gli arti superiori lungo il corpo, portare le scapole verso il basso mentre si spingono le punte delle dita verso il pavimento, mantenere gli arti superiori diritti e allontanarli dal corpo di 10 centimetri. Mantenere la tensione per 10 secondi. Ripetere questo esercizio per 10 volte. C) Mettersi seduti e posizionare entrambi i gomiti su un tavolo. Afferrare il Thera-Band con entrambe le mani, creando una leggera tensione. Stirare il Thera-Band verso l'esterno senza muovere i gomiti dal tavolo. Mantenere la tensione per 10 secondi. Prestare attenzione a mantenere la schiena ben verticale durante l'esecuzione di questo esercizio. Ripetere l'esercizio per 10 volte. D) Mettersi seduti o in piedi. Afferrare il Thera-Band con entrambe le mani, lasciandolo corto e creando una buona tensione. Quindi tirare il Thera-Band avvicinando le scapole. Ripetere l'esercizio 10 volte.
E) In piedi afferrare i capi del Thera-Band le mani. Stendere gli arti superiori verso il basso e tirare indietro il Thera-Band con entrambe le mani, avvicinando le scapole alla colonna vertebrale. Spingere lo sterno in avanti e in alto. Mantenere la tensione per 10 secondi. Ripetere l'esercizio 10 volte. F) Da seduti, afferrare il bordo di una sedia con una mano e stendere l'altro avambraccio sopra la testa, posizionando la mano sull'orecchio come mostrato in figura. Flettere il corpo nella stessa direzione della testa per creare una leggera tensione nei muscoli del collo. Mantenere la posizione per 15 secondi. Ripetere l'esercizio 2 volte per ogni lato. G) Posizionare una mano su un tavolo e tenere un peso da 1 Kg nell'altra, come mostrato in figura. Oscillare l'arto superiore come un pendolo, approssimativamente di 10-20 cm in varie direzioni. Continuare l'esercizio per 3-5 minuti. H) In piedi stringere un asciugamano sotto l'ascella, afferrare il polso con la mano opposta portando l'arto superiore di fronte al corpo e tirandolo delicatamente verso il basso. Mantenere la tensione per 15 secondi, ripetere 3 volte.
B) Fisioterapia convenzionale
Ai pazienti sono state prescritte 10 sessioni di fisioterapia che consistevano in un training di centraggio per la cuffia dei rotatori. Veniva aggiunto dello stretching in caso di qualsiasi limitazione nell'escursione articolare. Ulteriori prescrizioni venivano date ai pazienti dai loro medici di famiglia. I pazienti eseguivano la fisioterapia 2-3 volte alla settimana.
C) Supporto ortopedico funzionale per 12 h al giorno (in media)
I pazienti venivano forniti di un supporto ortopedico funzionale (Coopercare Lastrap; Coopercare Inc, Toronto, Ontario, Canada). Venivano quindi istruiti su come utilizzare il supporto, e detto loro di utilizzarlo il più a lungo possibile durante il giorno, e se confortevole anche durante la notte. Il supporto da spalla Coopercare Lastrap consiste in una manica di cotone e in alcune imbottiture speciali in Thermovibe. Gli effetti presunti del supporto sono l'assorbimento delle vibrazioni e l'accumulo del calore. Il supporto viene fissato con 2 cinghie elastiche in velcro. Le indicazioni per l'utilizzo del supporto sono: tendiniti croniche, borsiti, lesioni da sovrautilizzo, sindrome da conflitto, e artrosi in fase precoce (fig. 3).
Figura 3) Supporto ortopedico da spalla Coopercare-Lastrap.

Risultati:
In tutti e 3 i gruppi si è avuto un miglioramento significativo nella funzionalità della spalla (Constant-Murley score) e nella riduzione del dolore (VAS). Non si sono rilevate differenze statisticamente significative tra i gruppi sperimentali. L'effetto comparabile del supporto ortopedico non è chiaro, e può essere spiegato con l'influenza sulla propriocezione.



Esercizi dolore alla spalla in lavoratori edili sottoposti a lunghi periodi con gli arti superiori in elevazione.






Patologia:
dolore alla spalla in lavoratori edili sottoposti a lunghi periodi con gli arti superiori in elevazione.
Esercizi:
Programma della durata di 8 settimane di esercizi quotidiani domiciliari autosomministrati.
Modalità di addestramento e supervisione: ogni soggetto riceveva istruzioni scritte/illustrate come riferimento e un diario quotidiano degli esercizi per monitorare l'esecuzione degli esercizi. I soggetti ritornavano dopo 1 settimana per rivedere il programma degli esercizi con il terapista e formulare domande riguardanti gli esercizi assegnati. Dopo 4 settimane i soggetti venivano contattati telefonicamente per controllare la prosecuzione del programma, discutere eventuali problemi e assicurare la corretta progressione degli esercizi. Se il soggetto aveva dubbi riguardo gli esercizi o qualsiasi difficoltà di esecuzione alle 4 settimane veniva inoltre fissata una rivalutazione opzionale con il terapista.
Descrizione degli esercizi: Ai soggetti veniva richiesto di eseguire 2 esercizi di stiramento della durata di 30 secondi, ciascuno ripetuto per 5 volte al giorno. (fig. 1A-B). Lo stiramento del piccolo pettorale veniva eseguito chiedendo al soggetto di posizionare le mani all'altezza delle spalle sui muri adiacenti di uno spigolo e di piegarsi verso lo spigolo. Il secondo esercizio, per lo stiramento della regione posteriore della spalla veniva eseguito raggiungendo con una mano la scapola opposta e quindi usando la mano libera per aumentare l'adduzione orizzontale dell'omero, fino al raggiungimento di un corretto stiramento. Un esercizio di rilasciamento per il trapezio superiore veniva eseguito 5 volte al giorno chiedendo al soggetto di elevare gli arti superiori sul piano della scapola avendo cura di non sollevare le spalle (fig. 1C). Il rilasciamento era migliorato tramite un input visivo (eseguendo l'esercizio davanti ad uno specchio) o tramite un input propriocettivo (ponendo la mano libera sul trapezio superiore attivo). I soggetti venivano istruiti all'esecuzione di esercizio di rinforzo con resistenza progressiva 3 giorni alla settimana per 2 gruppi muscolari. Per il dentato anteriore il rinforzo veniva eseguito da supini protraendo la scapola e sollevando un peso con la mano (fig. 1D). Per la rotazione esterna dell'omero la resistenza era fornita da un Thera-Band (livello di resistenza blu, ; The Hygenic Corporation, Akron, OH, USA) in posizione eretta (fig. 1E). Ai soggetti veniva insegnao a progredire da una posizione iniziale con il braccio vicino al fianco, ad una posizione di abduzione del braccio. Per entrambi gli esercizi di rinforzo i soggetti erano istruiti ad eseguire 3 set di 10 ripetizioni la prima settimana, per poi progredire a 3 set di 15 ripetizioni la seconda settimana e 3 set di 20 ripetizioni la terza settimana. Al raggiungimento dei 3 set da 20 ripetizioni, eseguiti per 3 sessioni consecutive, i soggetti dovevano proseguire aumentando il peso o la tensione del Thera-Band (accorciando la fascia elastica) e ripetendo da capo la progressione. I soggetti venivano avvertiti che gli esercizi potevano indurre fatica muscolare ma non dovevano causare l'aumento del dolore alle spalle.
Figura 1): programma di esercizi domestici. A) Stiramento della regione posteriore della spalla. B) Stiramento del piccolo pettorale. C) esercizio di rilasciamento del trapezio superiore, evitando il sollevamento della spalla all'elevazione dell'arto. D) Esercizio di rinforzo del gran dentato. E) Esercizio di rinforzo dei rotatori esterni, l'arto superiore che segue l'esercizio è il sinistro. F) Esercizio di rinforzo dei rotatori esterni con progressione in abduzione di braccio.
Risultati:
Il programma di esercizio domestico si è rivelato nella riduzione dei sintomi e nel miglioramento della funzionalità.



venerdì 6 giugno 2014

La stimolazione nocicettiva di punti trigger miofasciali latenti ( MTrPs ) aumenta l'insorgenza di crampi muscolari locali.






Lo scopo di questo studio è quello di verificare l'ipotesi che la stimolazione nocicettiva di  punti trigger miofasciali latenti ( MTrPs ) aumenta l'insorgenza di crampi muscolari locali.
La stimolazione muscolare nocicettiva è stata ottenuta con un bolo di glutammato ( 0,1 ml , 0,5 M) in un MTrP latente e in un punto di controllo ( un non trigger point  ), situato nella parte destra o sinistra del  gastrocnemio mediale  in 14 soggetti sani .
Un bolo di soluzione fisiologica ( 0,9 % , 0,1 ml) di iniezione è servito come controllo .
Le iniezioni sono state guidate da elettromiografia intramuscolare ( EMG ) e mostrano  una  risposa di attività elettrica spontanea in un trigger point latente e nessuna di tali attività a un non trigger point .
Attività EMG intramuscolari e di superficie nel muscolo gastrocnemio mediale sono stati registrati pre - durante - e post-iniezione per un periodo di 8 min per monitorare l'insorgenza di crampi muscolari , che sono caratterizzati da una breve raffica episodica di elevati livelli di attività EMG .
I risultati hanno dimostrato che il glutammato e iniezioni di soluzione fisiologica nelle zone di MTrPs latenti hanno indotto una maggiore intensità del dolore di picco rispetto i punti non- MTrPs ( entrambi p < 0.05 ) . Iniezione di glutammato hanno indotto una maggiore intensità del dolore come picco rispetto iniezione di soluzione salina isotonica in entrambi MTrPs latenti o non MTrPs ( entrambi p < 0.05 ) .
Crampi muscolari sono state osservate nel 92.86 % dei soggetti dopo l'iniezione di glutammato nelle MTrPs latenti , ma non nei non- MTrPs ( P < 0.001 ) .
Nessun crampi muscolari sono stati registrati dopo l'iniezione di soluzione salina isotonica in entrambi i MTrPs latenti o dei non- MTrPs .
Questi risultati suggeriscono che MTrPs latenti potrebbero essere coinvolti nella genesi di crampi muscolari . Aumento focale della sensibilità nocicettiva a MTrPs costituisce uno dei meccanismi crampi muscolari sottostanti.


Un periodo di digiuno può indurre un maggiore ricambio delle cellule staminali nel sangue, aiutando il sistema immunitario a resistere agli effetti negativi della chemioterapia e anche alla normale degenerazione dovuta all'invecchiamento.





Difetti del sistema immunitario sono al centro dell'invecchiamento e di una serie di malattie.
Qui mostriamo che il digiuno prolungato riduce  IGF-1 circolanti e l'attività PKA in varie popolazioni cellulari, portando a segnalare cambiamenti di trasduzione nelle cellule staminali ematopoietiche-lungo termine (LT-CSE) e le cellule di nicchia che promuovono la resistenza dopo stress, auto-rinnovamento, e rigenerazione .
Cicli multipli di digiuno potrebbero attenuare immunosoppressione e la mortalità causata dalla chemioterapia in accordo con i dati preliminari sulla protezione dei linfociti da chemiotossicità nei pazienti a digiuno. 
Questi risultati stabiliscono  il loro ruolo cruciale nella regolazione e protezione delle cellule staminali ematopoietiche, auto-rinnovamento e rigenerazione.
Quindi:
Un periodo di digiuno può indurre un maggiore ricambio delle cellule staminali nel sangue, aiutando il sistema immunitario a resistere agli effetti negativi della chemioterapia e anche alla normale degenerazione dovuta all'invecchiamento. 

Il digiuno prolungato riduce IGF-1/PKA per promuovere ematopoietiche-Stem-Cell-Based Rigenerazione e immunosoppressione Reverse

mercoledì 4 giugno 2014

Sindrome da conflitto subacromiale


immagine figurativa



(Lombardi et al. 2008)
Patologia:
sindrome da conflitto subacromiale (positività al test di Neer e al Test di Hawkins).
Trattamento:
Allenamento a resistenza progressiva: i pazienti del gruppo sperimentale hanno partecipato dapprima ad una valutazione della forza muscolare utilizzando un esercizio di ripetizione massimale (RM) in cui dovevano eseguire 6 ripetizioni con il massimo peso sollevabile, al fine di determinare le 6 ripetizioni massimali (6 RM). Una volta determinato il 6 RM l'allenamento era suddiviso nel seguente programma: 2 serie di 8 ripetizioni, la prima serie con il 50% del 6 RM e la seconda serie con il 70% del 6 RM, rispettando la soglia del dolore del paziente; l'esercizio veniva interrotto nel caso in cui il paziente provasse dolore e veniva eseguito un altro movimento. Tra la prima e la seconda serie c'era un periodo di riposo di 2 minuti; la velocità di movimento era di 2 secondi sia per la fase concentrica che per quella eccentrica. Gli esercizi consistevano in: flessione, estensione, rotazione interna e rotazione esterna della spalla. L'allenamento veniva eseguito 2 volte alla settimana per un periodo di 8 settimane. Il valore di 6 RM veniva rivalutato ogni 2 settimane. Per l'esercizio veniva utilizzato un macchinario per il body building a mutipuleggia. Al fine di rinforzare i muscoli flessori della spalla il paziente era posizionato con la schiena appoggiata al macchinario e il gomito flesso a 90°, il paziente eseguiva il movimento di flessione della spalla da 0° a 90°. Nell'esercizio di rinforzo degli estensori il paziente era rivolto di fronte al macchinario, con il gomito flesso a 45° e la spalla che si muoveva da 60° di flessione a 30° di estensione. Nel rinforzo dei rotatori interni ed esterni, il paziente era posizionato di fianco al macchinario con il gomito flesso a 90°, per la rotazione interna il paziente iniziava a 45° di rotazione esterna e si muoveva fino a 45° di rotazione interna, per la rotazione esterna il paziente iniziava il movimento a 45° di rotazione interna e si muoveva fino a 30° di rotazione esterna.
Risultati:

Il programma si è dimostrato efficace nel ridurre il dolore (VAS), nel migliorare la funzionalità (Disabilities of the Arm, Shoulder, and Hand (DASH) questionnaire) e la qualità della vita (Short Form 36 (SF-36)).


lunedì 2 giugno 2014






 (França et al. 2010)
Confronto dell'efficacia di 2 programmi di esercizi per la lombalgia cronica, entrambi i programmi duravano per 6 settimane, con 2 sedute di 30 minuti alla settimana.
Programmi:
A) programma di stabilizzazione segmentaria con esercizi focalizzati sul trasverso dell'addome e sul multifido.
Esercizi per il trasverso dell'addome (TdA) ed il multifido lombare (ML), secondo quanto proposto da (C. A. Richardson e Jull 1995; C. Richardson, Hodges, e Hides 2004)
- es. per il TdA in posizione quadrupedica;
- es. per il TdA in decubito supino a ginocchia flesse;
- es. per il ML in decubito prono;
- co-contrazione del TdA e del ML in stazione eretta.
Venivano effettuate 3 serie da 15 ripetizioni per ogni esercizio.
B) programma di rinforzo superficiale, con esercizi focalizzati sul retto dell'addome (RdA), obliquo interno (OI), obliquo esterno (OE) ed erettore della colonna (EdC).
- es. per il RdA in decubito supino, con le ginocchia flesse, flessioni del tronco;
- es. per RdA, OI, OE in decubito supino con le ginocchia flesse, flessione del tronco e rotazioni;
- es. per il RdA in decubito supino e ginocchia semiflesse, flessioni delle anche;
- es. per l'EdC in decubito prono, estensioni del tronco.
Venivano effettuate 3 serie da 15 ripetizioni per ogni esercizio.
Outcome:
- dolore valutato tramite VAS ed il McGill pain questionnaire,
- disabilità funzionale tramite Oswestry disability questionnaire,
- capacità di attivazione del TdAtramite dispositivio a biofeedback (Stabilizer Pressure Biofeedback Unit)
Risultati: entrambi i trattamenti si sono dimostrati efficaci nel ridurre il dolore e nel migliorare la funzionalità, il trattamento di stabilizzazione segmentaria si è dimostrato più efficace per il il miglioramento di ogni parametro considerato, inoltre con il programma di rinforzo superficiale non si aveva alcun miglioramento nella capacità di attivazione del TdA. Quindi l esercizio sembra essere utile in caso di dolore lombare, lombalgia.


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