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sabato 31 maggio 2014

Comparazione degli effetti di: esercizi generici, esercizi di controllo motorio e terapia manipolativa in pazienti con lombalgia cronica.





(Ferreira et al. 2007)
Comparazione degli effetti di: esercizi generici, esercizi di controllo motorio e terapia manipolativa in pazienti con lombalgia cronica.
Trattamento: i pazienti ricevevano 12 sedute di trattamento per un periodo di 8 settimane
Esercizi generici: nei pazienti con mal di schiena gli esercizi venivano eseguiti in gruppi di 8 persone, guidate da un fisioterapista per circa 1 ora. Il programma includeva esercizi di rinforzo e stiramento per i principali gruppi muscolari, ed esercizi di fitness cardiovascolare. La lezione iniziava con una sessione di riscaldamento seguita da 10 esercizi di 1 minuto ciascuno. Dopo veniva effettuata una sessione di defaticamento, una sessione di rilassamento ed infine veniva fornito un messaggio educativo.
Esercizi di controllo motorio: ai pazienti venivano prescritti esercizi di controllo della muscolatura del tronco, tra cui il trasverso dell'addome, il multifido e la muscolatura del pavimento pelvico. Inizialmente i pazienti veniva educati a contrarre il trasverso dell'addome ed il multifido indipendentemente dalla muscolatura superficiale dell'addome, ma in concomitanza con la muscolatura del pavimento pelvico (veniva utilizzato un sistema biofeedback a ultrasuoni). La progressione avveniva introducendo posizioni maggiormente funzionali ed allenando la coordinazione dei muscoli del tronco in compiti funzionali. Il trattamento seguiva quanto proposto da: Richardson CA, Jull GA, Hides JA, Hodges P. Therapeutic exercise for spinal stabilization in low back pain. New York: Churchill Livingstone; 1999.
Terapia manipolativa: i pazienti con dolore lombare cronico venivano trattati con mobilizzazioni articolari e manipolazioni applicate al rachide o alle pelvi. I pazienti di tale gruppo non eseguivano esercizi e venivano messi in guardia dall'effettuare attività che peggiorassero la sintomatologia.
Outcome: le misure di outcome dei pazienti con lombalgia venivano prese dopo 8 settimane (al termine del programma di trattamento) e dopo 6 e 12 mesi. Le misure primarie di outcome erano: una misura specifica di funzionalità (Patient-Specific Functional Scale) e una misura di percezione globale del trattamento. Le misure secondarie di outcome erano: dolore (scala VAS) e disabilità (Roland Morris Disability
Questionnaire).

Risultati: a breve termine i pazienti lombalgici che avevano eseguito gli esercizi di controllo motorio ed il trattamento manipolativo erano migliorati maggiormente di quelli che avevano eseguito gli esercizi generici. Non si osservavano invece differenze tra i gruppi nei follow up a 6 e 12 mesi.

Ferreira, Manuela L, Paulo H Ferreira, Jane Latimer, Robert D Herbert, Paul W Hodges, Matthew D Jennings, Christopher G Maher, e Kathryn M Refshauge. 2007. «Comparison of General Exercise, Motor Control Exercise and Spinal Manipulative Therapy for Chronic Low Back Pain: A Randomized Trial». Pain 131 (1-2): 31–37. doi:10.1016/j.pain.2006.12.008.

venerdì 30 maggio 2014

Confronto dell'efficacia di 3 programmi di trattamento conservativo per la lombalgia cronica: esercizi supervisionati, manipolazioni spinali e esercizi domestici





(Bronfort et al. 2011)
confronto dell'efficacia di 3 programmi di trattamento conservativo per la lombalgia cronica: esercizi supervisionati, manipolazioni spinali e esercizi domestici (totale di 301 partecipanti).
Esercizi supervisionat per pazienti con lombalgiai: il programma era finalizzato all'aumento dell'endurance della muscolatura del tronco e della stabilità del tronco. Il programma comprendeva 20 sedute da un'ora ciascuna (approssimativamente 2 volte alla settimana) e gli esercizi prevedevano un elevato numero di ripetizioni (2-3 set da 15-30 ripetizioni) con aumento progressivo del carico. L'esercizio veniva iniziato con un livello di difficoltà che permettesse al paziente di completare almeno 15 ripetizioni, nella progressione al paziente veniva richiesto di effettuare il maggior numero di ripetizioni possibili (con una corretta esecuzione dell'esercizio) fino a raggiungere l'obiettivo di 30 ripetizioni per 3 set consecutivi. La sessione di esercizi comprendeva inoltre un leggero riscaldamento aerobico (5 minuti alla cyclette, treadmill, etc) e 2 serie (pre e post esercizi di rinforzo) di 6 esercizi di stiramento della muscolatura lombare, glutea e ischiocrurale.
Esercizi: 3 set di estensioni di tronco di estensioni di tronco e di arti inferiori su panca romana; 2 set di estensioni di tronco di estensioni di tronco e di arti inferiori su pallone; 3 set di 2 tipi di esercizi addominali (curl up a terra e curl up sul pallone). Per tutti questi esercizi la regolazione del carico avveniva tramite il posizionamento degli arti superiori (ai fianchi, sul torace, dietro al collo, sopra la testa), alterando il centro di massa e quindi aumentando la difficoltà. Infine 2 set di estensioni degli arti inferiori e superiore controlaterali in quadrupedica.
Manipolazioni: venivano condotte da chiropratici esperti con 1-2 sedute alla settimana di 15-30 minuti, il trattamento proseguiva fino al raggiungimento di un plateau del miglioramento.
Esercizi eseguiti a casa: con 2 incontri della durata di 1 ora ai pazienti venivano forniti consigli di educazione sanitaria e di ergonomia, semplici esercizi di rinforzo e stiramento muscolare (estensioni lombari, ponte, crunch addominali, etc.). Ai pazienti venivano inoltre forniti brochure e libretti illustrativi. Veniva effettuato un primo follow up 1 o 2 settimante dopo.
Outcome: la valutazione completa veniva fatta all'inizio; dopo 4, 12, 26 e 52 settimane i paziente compilavano i soli questionari autosomministrati, la valutazione obiettiva veniva eseguita dopo 12 settimane.
Outcome relativi ai sintomi: l'outcome primario era il dolore riferito dal paziente secondo una scala NRS (0-10), inoltre veniva raccolto il "Modified Roland Questionnaire" ed il "36-Item Short Form Health Survey (Version 2)". Veniva richiesto il numero di farmaci assunti contro il mal di schiena nella settimana precedente. Il miglioramento globale percepito dal paziente veniva misurato su una scala ordinale a 9 punti (da “nessun sintomo” a “due volte peggio”) e la soddisfazione veniva misurata su una scala a 7 punti (da “completamente soddisfatto” a “completamente insoddisfatto”)
Risultati:
A breve termine (12 settimane): tutti i gruppi hanno mostrato un miglioramento a 3 settimane nelle misure di outcome, senza differenze statisticamente significative tra i tipi di trattamento, a parte per la soddisfazione con: i pazienti degli esercizi domestici si sono rivelati i meno soddisfatti, quelli delle manipolazioni vertebrali in posizione intermedia e quelli degli esercizi supervisionati maggiormente soddisfatti. Dalle interviste dopo 12 settimane si è rilevato che l'outcome più importante per i pazienti era la gravità del dolore. Con una valutazione statistica che considerasse tutti gli outcome relativi ai pazienti, il gruppo degli esercizi supervisionati dimostrava un piccolo vantaggio.
A lungo termine: anche in tal caso l'unica differenza si rilevava nella soddisfazione espressa dai pazienti, e con una valutazione globale degli outcome si aveva un vantaggio del gruppo degli esercizi supervisionati.
Discussione: lo studio dimostra che i pazienti che ricevevano esercizi supervisionati per il tronco erano i più soddisfatti ed avevano i maggiori miglioramenti in termini di forza e della resistenza della muscolatura del tronco. I gruppi degli esercizi eseguiti in autonomia a casa e delle manipolazioni spinali avevano outcome comparabili.



Esercizi per lombalgia, allenamento del multifido



(Chung, Lee, e Yoon 2013)
Effetto sulla sezione trasversale del multifido di esercizi di stabilizzazione lombare utilizzando il pallone (gruppo sperimentale n = 12) ed esercizi generici di stabilizzazione (gruppo di controllo n = 12) in pazienti con lombalgia cronica.
Il programma di trattamento veniva eseguito 3 volte alla settimana per 8 settimane e consisteva in un warm-up iniziale e un cool-down finale di 10 minuti di deambulazione al treadmill, gli esercizi veri e propri erano 4:
Esercizi del gruppo sperimentale con il pallone:
1) in posizione supina, il soggetto posizionava il pallone sotto al collo, con le ginocchia flesse a 90°, i piedi appoggiati a terra, gli avambracci incrociati davanti al petto. All'espirazione il soggetto fletteva lentamente un'anca alla volta di 90°, mantenendo il ginocchio flesso. Il soggetto effettuava 5 flessioni per lato, mantenendo la posizione per 10 s.
2) in posizione supina il soggetto aveva il pallone sotto il bacino, la parte superiore del dorso appoggiata a terra, le ginocchia flesse a 90°, i piedi appoggiati a terra, gli avambracci incrociati davanti al petto. Il paziente per 5 volte spingeva lentamente il bacino verso terra contro il pallone, mantenendo la posizione per 10 s.
3) in posizione quadrupedica il soggetto posizionava il pallone sotto ad un ginocchio, mantenendo le dita dei piedi staccate da terra. Il soggetto dapprima stabilizzava la posizione, successivamente estendeva l'anca ed il ginocchio dell'arto inferiore controlaterale. L'esercizio veniva eseguito alternando i due lati, 10 volte per lato, mantenendo la posizione per 10 s.
4) in posizione prona il soggetto posizionava il pallone sotto al bacino, appoggiando entrambi gli avambracci a terra. Sollevava quindi entrambi gli arti inferiori estendendo le ginocchia ed effettuava dei movimenti alternati di sforbiciamento. Veniva eseguite 10 sforbiciate, ripetute per 5 set di ripetizioni con almeno 15 s di pausa tra un set e l'altro.

Il gruppo di controllo eseguiva i medesimi movimenti, senza l'uso del pallone.
 In entrambi i gruppi si sono osservate le seguenti variazioni: aumento della sezione trasversale del multifido (statisticamente significativa per entrambi i gruppi), riduzione dell'asimmetria della distribuzione di carico sui 2 piedi (non statisticamente significativa), nella riduzione della VAS (statisticamente significativa per entrambi i gruppi), riduzione del Oswestry disability index (statisticamente significativa solo per il gruppo sperimentale). La differenza tra i 2 gruppi è stata statisticamente significativa in: aumento della sezione trasversale del multifido a livello di L4 (migliore il gruppo sperimentale) e nella riduzione del Oswestry disability index (migliore il gruppo sperimentale).

Chung, Sinho, Jusang Lee, e Jangsoon Yoon. 2013. «Effects of Stabilization Exercise Using a Ball on Mutifidus Cross-Sectional Area in Patients with Chronic Low Back Pain». Journal of Sports Science & Medicine 12 (3): 533–41.

Sindrome da conflitto sub acromiale gli esercizi sono efficaci ?






 (Brox et al. 1993; Brox et al. 1999)
Patologia:
sindrome da conflitto sub-acromiale di grado II di Neer.
Trattamento:
3 gruppi sperimentali: uno trattato chirurgicamente (decompressione subacromiale artroscopica), uno trattato con un programma di 3-6 mesi di esercizi supervisionati da un fisiotarapista, uno trattato con un placebo (12 sessioni di soft laser in 6 settimane). Gli esercizi erano effettuati in scarico di gravità tramite una fascia fissata al soffitto, con una sequenza di movimenti di rotazione, flesso-estensione, adduzione-abduzione, in sessioni giornaliere di 1 ora. 2 sessioni settimanali erano supervisionate, le altre 5 eseguite in autonomia a casa. Dallo scarico iniziale è stata gradualmente aggiunta resistenza.
Risultati:

si è rilevato un miglioramento statisticamente significativo nel punteggio di Neer nei gruppi trattati chirurgicamente e con il programma di esercizi rispetto al gruppo trattato con placebo. I miglioramenti tra il gruppo trattato chirurgicamente e quello trattato con gli esercizi è comparabile.

giovedì 29 maggio 2014

IARC /International Agency for Research on Cancer ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibilmente cancerogeni per l'uomo (gruppo 2B)





L'Agenzia OMS / Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato radiofrequenza campi elettromagnetici come possibilmente cancerogeni per l'uomo (gruppo 2B), sulla base di un aumentato rischio di glioma, un tipo maligno di cancro al cervello Associato l'uso del telefono senza fili.

Negli ultimi anni è aumentata la  preoccupazione circa la possibilità di eventi avversi
 sulla salute derivanti dall'esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza , come quelli
emessi da dispositivi di comunicazione wireless . Il numero di abbonamenti di telefonia mobile è
stimato in 5 miliardi a livello globale .

Le prove sono state valutate criticamente, e in generale sono limitate tra gli utilizzatori di telefoni wireless per glioma e neuroma acustico, e inadeguate per trarre conclusioni per altri tipi di tumori.

Le prove dalle esposizioni occupazionali e ambientali di cui sopra è stata analogamente giudicata inadeguata.

Il gruppo di lavoro non ha quantificato il rischio; Tuttavia, uno studio su l'uso del telefono cellulare, ha mostrato un aumento del rischio del 40% per i gliomi nella categoria più elevata di consumatori pesanti (media riportata: 30 minuti al giorno per un periodo di 10 anni).

IL PROBLEMA E' CHE SIAMO SIAMO TROPPO PIGRI E I DANNI ARRIVANO NEL LUNGO PERIODO QUINDI NON MODIFICHIAMO LE NOSTRE ABITUDINI !


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mercoledì 28 maggio 2014

REVISIONE: rassegna della relazione fra fitness aerobico attività del cervello e funzione nei bambini




La ricerca sta sempre piu' dimostrando  il rapporto deleterio tra basso 
livelli di fitness aerobico e neurocognizione nei bambini. 
Questo articolo porta  una breve rassegna degli studi che collegano il fitness con le differenze nella struttura del cervello e la funzione del cervello alle abilità cognitive.
 Nel complesso, la letteratura esistente suggerisce che nell'infanzia la capacità aerobica è associata con livelli più elevati di cognizione e differenze regionali nella struttura del cervello e la funzione.
Data la scarsità di lavoro in questo settore, sono state evidenziate anche diverse strade per future indagini.
Uno stile di vita sedentario durante l'infanzia, non solo influenza la  salute fisica, ma anche la "salute" cognitiva  del cervello.
Evidenze suggeriscono che bassi livelli di attività fisica e di fitness  aerobico sono associati a cali di
rendimento scolastico, cali di capacità cognitive, alla  struttura del cervello,  e alla funzione del cervello (Castelli, Hillman, Buck, e Erwin, 2007; Chaddock, Erickson, Prakash, Kim, et al, 2010.; Chaddock,
Erickson, Prakash, VanPatter, et al, 2010.; Hillman, Buck, Themanson, Pontifex, e Castelli, 2009; Hillman, Erickson, & Kramer, 2008; Pontifex et al, 2010.; Sibley & Etnier, 2003).


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martedì 27 maggio 2014

Cellulari, wifi e tumori




Microonde da telefoni cellulari,  possibili meccanicistici e rischio di cancro.

E 'ampiamente accettato che rotture del doppio filamento del DNA (DSB)  e la mancanza di riparazione in cellule staminali sono eventi critici nella origine di varie leucemie e tumori, inclusi i gliomi.
Abbiamo studiato se le microonde dai telefoni cellulari della Global System for Mobile Communications (GSM) e il Global Telecommunications System universali (UMTS) inducono DSBs o influenzano la riparazione DSB in cellule staminali.
Conclusioni:
Gli effetti delle  microonde  sono stati  osservati in cellule staminali. Questo risultato potrebbe suggerire un significativo squilibrio nella riparazione DSB. I nostri risultati indicano  che le cellule staminali sono  più sensibili all'esposizione a microonde e reagire a più frequenze che fanno le cellule differenziate, questi risultati  possono essere importanti per la valutazione del rischio di cancro e indicano che le cellule staminali sono il modello cellulare più rilevanti per lo studio dei segnali di comunicazione mobile.


Microonde da telefoni cellulari Inibizione 53BP1 fuoco Formazione in cellule staminali umane più forte che in cellule differenziate: Possibile meccanicistici Link al rischio di cancroEva Markova , 1, Lars OG Malmgren , 3 e Igor Y. Belyaev 1, 2, 4Informazioni Autore ► Articolo note ► copyright e licenza informazioni ►

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giovedì 22 maggio 2014

Studio Sulla maggiore efficacia clinica della terapia infiltrativa intrarticolare con acido ialuronico di p.m. ≥ 1000 Kda nell’artroSi del ginocchio di grado lieve-moderato in aSSociazione a condroprotezione orale






Interessante studio:
Studio Sulla maggiore efficacia clinica della terapia infiltrativa intrarticolare con acido ialuronico di p.m. ≥ 1000 Kda nell’artroSi del ginocchio di grado lieve-moderato in associazione a condroprotezione orale.

Lo studio ha confermato il beneficio della terapia infiltrativa con AI 1000 KDa e ha evidenziato una tendenza a una
migliore conservazione del beneficio clinico nei pazienti che avevano assunto condroprotezione orale. Ciò indica la condroprotezione orale combinata come un possibile complemento alla terapia infiltrativa, potenzialmente utile nel prolungarne i benefici.

mercoledì 7 maggio 2014

L'attivazione volontaria del sistema nervoso simpatico e attenuazione della risposta immunitaria innata nell'uomo




Finora, sia nel sistema nervoso autonomo sia il sistema immunitario sono stati considerate come sistemi che non possono essere influenzati volontariamente. 
Il presente studio dimostra che, attraverso tecniche apprese in un programma di formazione a breve termine, il sistema nervoso simpatico e il sistema immunitario possono  essere influenzati volontariamente. 
Volontari sani che praticano le tecniche apprese da Hof sono stati esposti a eventi che aumentano  il ​​rilascio di adrenalina, che a sua volta ha portato ad un aumento della produzione di mediatori anti-infiammatori e successiva smorzamento della risposta citochina proinfiammatoria indotta da somministrazione endovenosa di endotossina batterica. 
Rispetto ai soggetti di controllo, nel sangue dei volontari addestrati sono stati riscontrati livelli più elevati di adrenalina e e della citochina anti-infiammatoria IL-10, e livelli più bassi delle citochine proinfiammatorie IL-6, IL-8 e del TNF-α. Inoltre, sul piano clinico, è stato osservato un minor numero di sintomi di tipo “influenzale” in risposta alla tossina. 
Questo studio potrebbe avere implicazioni importanti per il trattamento di una varietà di condizioni associate a eccessiva o persistente infiammazione e  malattie autoimmuni.



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domenica 4 maggio 2014

Modello fisiopatologico per il mal di schiena cronico integrazione del tessuto connettivo e dei meccanismi del sistema nervoso



Anche se lombalgia cronica ( CLBP ) è sempre più riconosciuta come una sindrome complessa ad eziologia multifattoriale , i meccanismi patogenetici che portano allo sviluppo del dolore cronico in questa condizione sono ancora poco chiari .
Questo articolo presenta un nuovo modello fisiopatologico di integrazione di meccanismi di plasticità del tessuto connettivo con diverse aree ben sviluppate di ricerca sul dolore alla schiena cronico ( psicologici, controllo posturale , neuroplasticità ) .
Noi ipotizziamo che la paura collegata al dolore porta ad una diminuzione del movimento, rimodellamento del tessuto connettivo, l'infiammazione e sensibilizzazione del sistema nervoso e della mobilità che porta ad una ulteriore diminuzione del movimento.
Oltre a fornire un nuovo quadro verificabile per i futuri studi su meccanicistici del mal di schiena cronico, l'integrazione del tessuto connettivo e la plasticità del sistema nervoso  potrebbe spiegare i meccanismi di una varietà di trattamenti che possono invertire su queste anomalie ad esempio applicando forze meccaniche ai tessuti molli ( es. fisioterapia , massaggi , chiropratica , agopuntura ) , dal cambiamento dei modelli specifici di movimento (ad esempio terapie di movimento , yoga ) o più in generale per aumentare i livelli di attività ( es. esercizio ricreativo) .
Misure non - invasive di rimodellamento del tessuto connettivo possono finalmente diventare strumenti importanti per valutare e seguire i pazienti con lombalgia cronica nella ricerca e nella pratica clinica .
Un modello integrativo che tenga conto di aspetti comportamentali e strutturali nel mal di schiena cronico  rafforzerà il razionale per un approccio terapeutico multidisciplinare tra cui la stimolazione diretta del tessuto rieducazione del movimento, interventi di carattere psicosociale e  trattamento farmacologico per affrontare questa condizione comune e debilitante.

Tessuto connettivo:? Una rete di segnalazione di tutto il corpo


Tessuto connettivo non specializzato costituisce una rete anatomica in tutto il corpo
Questo documento presenta l'ipotesi che il tessuto connettivo svolga una funzione di "rete di segnalazione" del corpo.
Tre categorie di segnali sono discussi: elettrica, cellulare e rimodellamento tissutale.
Ciascuno potenzialmente sensibile alle forze meccaniche su diverse scale temporali. 
Si propone che questi tipi di segnali siano dinamici e creino modelli in evoluzione che interagiscono tra loro. 
Tale segnalazione del  tessuto connettivo sarebbe influenzata da cambiamenti nei movimenti e dalla  la postura quindi  può essere alterato in condizioni patologiche (es. diminuzione locale della mobilità a causa di infortunio o dolore).
 Il tessuto connettivo può quindi funzionare come un  sistema di comunicazione del corpo precedentemente non riconosciuta. 
Poiché il tessuto connettivo è intimamente associato a tutti gli altri tessuti (per esempio polmone, intestino), le segnalazioni del  tessuto connettivopossono influenzare (ed essere influenzata ) la funzione normale o patologico di una vasta gamma di sistemi di organi dimostrando l'esistenza di una rete di segnalazione del  connettivo che  pertanto può influenzare profondamente la nostra comprensione della salute e della malattia.

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