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giovedì 19 giugno 2014

Punti trigger miofasciali e sensibilizzazione: un modello di dolore aggiornato per cefalea di tipo tensivo.



Modelli di dolore  per la cefalea di tipo tensivo suggeriscono che gli input nocicettivi di muscoli periferici di possono portare a sensibilizzazione centrale e cronica di tipo tensivo (CTTH).
Tali modelli supportano  i possibili meccanismi periferici, i muscoli pericranici  portano  all'attivazione o sensibilizzazione delle terminazioni nervose nocicettive e alla liberazione di mediatori chimici (bradikinin, la serotonina, la sostanza P).
Supponendo che la liberazione di sostanze algogeniche  sia importante, la questione che si pone è: se i punti muscolari non sono i siti principali  in corso di infiammazione neurogena, che la struttura può essere responsabile per la liberazione di mediatori chimici della periferia?
Un recente studio ha trovato livelli elevati di sostanze algogenici, e livelli di pH più bassi, al punto attivo miofasciale trigger (TrPs) rispetto ai punti di controllo.
 Studi clinici hanno dimostrato che il dolore riferito suscitato dai muscoli della testa e del collo contribuisce a  modelli di dolore in CTTH.
Sulla base dei dati disponibili, un modello di dolore aggiornato per CTTH è proposto, il  mal di testa può almeno in parte essere spiegato dal dolore riferito dai TrPs nei muscoli posteriori del collo, della testa e delle spalle. In questo modello il dolore dei trigger point sarebbero le zone iperalgesiche principali responsabili dello sviluppo della sensibilizzazione centrale in caso di cefalea cronica tensiva.

Myofascial trigger points and sensitization: an updated pain model for tension-type headache.

Il ruolo dei muscoli nella cefalea di tipo tensivo.


I tessuti miofasciali dei muscoli pericranici ed il numero di punti trigger miofasciali sono notevolmente aumentati nei pazienti con cefalea di tipo tensivo (TTH). 
Meccanismi responsabili della maggiore sensibilità al dolore miofasciale sono stati ampiamente studiati.L'attivazione periferica o sensibilizzazione dei nocicettori miofasciali potrebbero svolgere un ruolo nel causare aumento sensibilità al dolore, ma prove certe per una anomalia periferica sono ancora carenti. 
Meccanismi periferici sono  probabili  e di grande importanza in episodi di cefalea tensiva. Sensibilizzazione delle vie del dolore nel sistema nervoso centrale dovuti a stimoli nocicettivi prolungati dai tessuti miofasciali pericranici sembrano essere responsabile della conversione da cefalea tensiva episodica a cronica.
 Il trattamento diretto verso fattori muscolari comprende elettromiografia biofeedback, che ha un effetto documentato in pazienti con TTH, così come la fisioterapia e il rilassamento muscolare come terapia terapia sono probabilmente efficaci. Studi futuri dovrebbero mirare ad identificare la fonte di nocicezione periferica.

The role of muscles in tension-type headache.


giovedì 12 giugno 2014

Revisione sistematica di 11 trial. Propone un protocollo riabilitativo della sindrome da conflitto subacromiale.




(Kuhn 2009)
Revisione sistematica di 11 trial. Propone un protocollo riabilitativo della sindrome da conflitto subacromiale.
Considerazioni generali: non è noto se l'aggiunta o l'eliminazione di esercizi abbia effetto sui risultati. Esercizi per l'escursione articolare e di stiramento dovrebbero eseguiti giornalmente. esercizi di rinforzo dovrebbero essere eseguiti 3 volte alla settimana.
Terapie fisiche: calore, freddo o entrambi possono essere utilizzati. Studi hanno dimostrato che i risultati del trattamento con ultrasuoni non sono migliori dei risultati nei pazienti dei gruppi di controllo, e non dovrebbero essere usati.
Terapia manuale: le tecniche di mobilizzazione delle articolazioni e dei tessuti molli hanno dimostrato di aumentare l'effetto dei programmi di esercizio. Inizialmente sono raccomandati esercizi supervisionati associati a terapia manuale. Durante questo periodo ai pazienti dovre essere insegnato un successivo programma domiciliare. I paziente possono passare completamente a un programma domiciliare quando non necessitano più della terapia manuale.
Esercizi per l'escursione articolare: (fig. A1-5): il paziente dovrebbe iniziare il lavoro sull'escursione articolare con esercizi posturali quale il sollevamento e la retrazione delle spalle. La mobilizzazione dell'articolazione glenomerale dovrebbe cominciare con esercizi pendolari, progredire con mobilizzazioni attive assistite, quindi mobilizzazioni attive, sempre in maniera confortevole. Le mobilizzazioni attive assistite possono essere eseguite con un bastone, in sospensione con delle pulegge o aiutandosi con l'arto superiore non coinvolto. Le mobilizzazioni attive possono essere eseguite di fronte ad uno specchio usando la mano opposta sul trapezio al fine di prevenire il sollevamento della spalla.
Figura A1) Esercizio pendolare: lasciar penzolare l'arto superiore, effettuare 20 piccoli cerchi in senso antiorario, effettuare altri 20 cerchi in senso orario, effettuare movimenti in avanti e indietro e poi verso l'esterno e l'interno.
Figura A2) Esercizio posturale: mettere le mani sui fianchi, inclinarsi indietro e mantenere la posizione.
Figura A3) Training attivo dei muscoli della scapola: (sinistra) sollevamento delle spalle: spingere le spalle in alto e indietro, mantenere. (Destra) avvicinare i margini interni della scapole mantenendo una buona postura.

Figura A4) Mobilizzazione attiva assistita utilizzando un bastone: da supini afferrare il bastone con entrambe le mani, mobilizzare gli arti superiori usando l'arto sano per guidare quello lesionato. Aumentare l'utilizzo dell'arto lesionato secondo tolleranza. Questo esercizio può essere effettuato in posizione eretta quando confortevole. Le immagini mostrano la flessione, la rotazione esterna, l'abduzione.
Figura A5) Mobilizzazione attiva: di fronte ad uno specchio, esercitarsi a elevare gli arti superiori di fronte a sé senza sollevare le spalle.
Stiramento: (Figure A6-7): gli esercizi di stiramento dovrebbero essere eseguiti giornalmente e includere: lo stiramento della regione anteriore della spalla, eseguito dal paziente in uno spigolo o tra gli stipiti di una porta e lo stiramento della regione posteriore delle spalle usando la tecnica in adduzione orizzontale incrociata. Ogni stiramento deve essere mantenuto per 30 secondi e ripetuto 5 volte, con una pausa di 10 secondi tra gli stiramenti. Lo stiramento tramite bastone in flessione e rotazione esterna può essere eseguito in una maniera simile (si veda fig. A4).
Figura A6) Stiramento della regione anteriore dalla spalla: posizionare le mani al livello delle spalle su entrambi i lati di una porta o sullo spigolo di una stanza. Inclinarsi in avanti nella porta o nello spigolo e mantenere la posizione.
Figura A7) Stiramento della regione posteriore della spalla: portare il braccio coinvolto di fronte al corpo come mostrato in figura. Posizionare l'altro avambraccio sul gomito. Flettere delicatamente l'avambraccio dell'arto che è davanti, spingendo così l'altro braccio verso il torace fino a che non si sente uno stiramento nella regione posteriore della spalla.
Rinforzo: (Figure A8-15): Gli esercizi di rinforzo devono focalizzarsi sulla cuffia dei rotatori e sugli stabilizzatori delle scapole. Il rinforzo della cuffia dei rotatori dovrebbe comprendere i seguenti esercizi con il Thera-Band: rotazione interna con il braccio addotto vicino al fianco, rotazione esterna con il braccio addotto vicino al fianco e elevazione sul piano della scapola (scaption), se non c'è dolore all'esecuzione dell'esercizio. Il rinforzo degli stabilizzatori delle scapole dovrebbero includere: chair-press, push-up plus (da proni sfruttando il peso del corpo o da supini con dei pesi nelle mani) e vogate con il tronco eretto utilizzando una fascia elastica. Rinforzi combinati in piedi utilizzando una fascia elastica dovrebbero includere elevazione in flessione ed estensione. Ogni esercizio dovrebbe essere eseguito in 3 set da 10 ripetizioni, incrementando la resistenza elastica con il miglioramento della forza.
Figura A8) A) (sinistra) rotazione esterna: fissare la fascia elastica a livello della vita, mantenere il gomito flesso a 90° e il braccio vicino al corpo. Allontanare la mano dal corpo come mostrato in figura. (Destra) rotazione interna: fissare la fascia elastica a livello della vita, mantenere il gomito flesso a 90° e il braccio vicino al corpo, avvicinare la mano dal corpo come mostrato in figura.
OPPURE: B) (sinistra) Rotazione esterna: stendersi su un fianco, con il lato interessato verso l'alto, mantenere il braccio vicino al corpo, il gomito flesso, con o senza un peso in mano, muovere la mano come mostrato in figura. (Destra) rotazione interna: stare distesi sul fianco interessato, gomito pflesso a 90°, braccio vicino al fianco, con o senza peso, portare la mano verso il corpo come mostrato in figura.
Figura A9) Scaption (elevazione sul piano della scapola): mantenendo una adduzione orizzontale di 30°, con i pollici in su o in giù, elevare gli arti superiori. Può essere aggiunta resistenza. Questo esercizio può essere effettuato sono se non è presente dolore.
Figura A10) Chair press: da seduti, spingere sulla sedia sollevando il corpo. Cercare di mantenere la colonna vertebrale diritta.
Figura A11) Push-up plus: effettuare una sollevamento (“flessione” sulle mani o sugli avambracci) alla fine del quale spingere ulteriormente come per portare la colonna vertebrale verso l'alto.
Figura A12) Press-up: sdraiati supini con dei pesi nelle mani, mantenendo i gomiti ben estesi muovere gli arti superiori verso l'alto quanto più possibile.
Figura A13) Vogate: da seduti o in piedi, flettere i gomiti e tirare indietro la fascia elastica. Provare ad avvicinare le scapole verso la colonna vertebrale.
Figura A14) Vogate verticali: eseguire con un arto superiore alla volta. Mentre si è in piedi, appoggiarsi su un tavolo flettendo le anche. Sollevare il peso avendo cura di avvicinare la scapola alla colonna vertebrale.

Figura A15) Trapezio inferiore: in posizione eretta afferrare la fascia elastica, tirare indietro mantenendo i gomiti estesi. Provare a portare le mani dietro si sé.

Sindrome da conflitto subacromiale stadio I e II di Neer.







 sindrome da conflitto subacromiale stadio I e II di Neer.
Trattamento:
3 gruppi sperimentali: A) auto-trattamento domiciliare B) fisioterapia convenzionale C) Supporto ortopedico funzionale. Il programma di esercizi per i gruppi A) e B) è stato scelto in funzione della valutazione clinica ed elettromiografica. All three groups were treated over a period of 12 weeks. In addition to the therapy regimen, the patients were advised to avoid overhead sports and overhead work. After the 12-week period, they were told to use their shoulders normally without any limitation.
A) Auto-trattamento domiciliare
Ai pazienti veniva insegnato un programma standardizzato di autotrattamento di esercizi di centraggio e di stiramento per le spalle. Il programma era predisposto in funzione della valutazione clinica iniziale. Le istruzioni per gli esercizi venivano stampate con il software PhysioTools (PhysioTools Sverige, Malmo, Sweden) (fig. 1) e consegnate ai pazienti. Per la maggior parte degli esercizi veniva usato un Thera-Band elastico, scelto in funzione della misura iniziale di forza. Il programma di autotrattamento veniva insegnato ai pazienti da fisioterapisti in un massimo di 4 sessioni. I pazienti venivano istruiti a eseguirei il programma almeno 5 volte alla settimana per 10-15 minuti.
Figura 1): esempi di illustrazioni degli opuscoli per pazienti sottoposti al programma di autotrattamento personalizzato. Le istruzioni per ogni box sono le seguenti: A) Mettersi seduti, con le braccia vicine al corpo e i gomiti flessi ad angolo retto. Avvolgere il Thera-Band attorno ad entrambe le cosce ed entrambi i polsi, come mostrato in figura. Tirare le scapole indietro e spingere lo sterno in avanti. Ruotare leggermente gli avambracci verso l'esterno. Mantenere la tensione per 8-10 secondi. Ripetere l'esercizio 10 volte. B) Mettersi a sedere su uno sgabello o un pallone terapeutivo. Avvolgere il Thera-Band attorno ad entrambe le cosce. Stendere entrambi gli arti superiori lungo il corpo, portare le scapole verso il basso mentre si spingono le punte delle dita verso il pavimento, mantenere gli arti superiori diritti e allontanarli dal corpo di 10 centimetri. Mantenere la tensione per 10 secondi. Ripetere questo esercizio per 10 volte. C) Mettersi seduti e posizionare entrambi i gomiti su un tavolo. Afferrare il Thera-Band con entrambe le mani, creando una leggera tensione. Stirare il Thera-Band verso l'esterno senza muovere i gomiti dal tavolo. Mantenere la tensione per 10 secondi. Prestare attenzione a mantenere la schiena ben verticale durante l'esecuzione di questo esercizio. Ripetere l'esercizio per 10 volte. D) Mettersi seduti o in piedi. Afferrare il Thera-Band con entrambe le mani, lasciandolo corto e creando una buona tensione. Quindi tirare il Thera-Band avvicinando le scapole. Ripetere l'esercizio 10 volte.
E) In piedi afferrare i capi del Thera-Band le mani. Stendere gli arti superiori verso il basso e tirare indietro il Thera-Band con entrambe le mani, avvicinando le scapole alla colonna vertebrale. Spingere lo sterno in avanti e in alto. Mantenere la tensione per 10 secondi. Ripetere l'esercizio 10 volte. F) Da seduti, afferrare il bordo di una sedia con una mano e stendere l'altro avambraccio sopra la testa, posizionando la mano sull'orecchio come mostrato in figura. Flettere il corpo nella stessa direzione della testa per creare una leggera tensione nei muscoli del collo. Mantenere la posizione per 15 secondi. Ripetere l'esercizio 2 volte per ogni lato. G) Posizionare una mano su un tavolo e tenere un peso da 1 Kg nell'altra, come mostrato in figura. Oscillare l'arto superiore come un pendolo, approssimativamente di 10-20 cm in varie direzioni. Continuare l'esercizio per 3-5 minuti. H) In piedi stringere un asciugamano sotto l'ascella, afferrare il polso con la mano opposta portando l'arto superiore di fronte al corpo e tirandolo delicatamente verso il basso. Mantenere la tensione per 15 secondi, ripetere 3 volte.
B) Fisioterapia convenzionale
Ai pazienti sono state prescritte 10 sessioni di fisioterapia che consistevano in un training di centraggio per la cuffia dei rotatori. Veniva aggiunto dello stretching in caso di qualsiasi limitazione nell'escursione articolare. Ulteriori prescrizioni venivano date ai pazienti dai loro medici di famiglia. I pazienti eseguivano la fisioterapia 2-3 volte alla settimana.
C) Supporto ortopedico funzionale per 12 h al giorno (in media)
I pazienti venivano forniti di un supporto ortopedico funzionale (Coopercare Lastrap; Coopercare Inc, Toronto, Ontario, Canada). Venivano quindi istruiti su come utilizzare il supporto, e detto loro di utilizzarlo il più a lungo possibile durante il giorno, e se confortevole anche durante la notte. Il supporto da spalla Coopercare Lastrap consiste in una manica di cotone e in alcune imbottiture speciali in Thermovibe. Gli effetti presunti del supporto sono l'assorbimento delle vibrazioni e l'accumulo del calore. Il supporto viene fissato con 2 cinghie elastiche in velcro. Le indicazioni per l'utilizzo del supporto sono: tendiniti croniche, borsiti, lesioni da sovrautilizzo, sindrome da conflitto, e artrosi in fase precoce (fig. 3).
Figura 3) Supporto ortopedico da spalla Coopercare-Lastrap.

Risultati:
In tutti e 3 i gruppi si è avuto un miglioramento significativo nella funzionalità della spalla (Constant-Murley score) e nella riduzione del dolore (VAS). Non si sono rilevate differenze statisticamente significative tra i gruppi sperimentali. L'effetto comparabile del supporto ortopedico non è chiaro, e può essere spiegato con l'influenza sulla propriocezione.



Esercizi dolore alla spalla in lavoratori edili sottoposti a lunghi periodi con gli arti superiori in elevazione.






Patologia:
dolore alla spalla in lavoratori edili sottoposti a lunghi periodi con gli arti superiori in elevazione.
Esercizi:
Programma della durata di 8 settimane di esercizi quotidiani domiciliari autosomministrati.
Modalità di addestramento e supervisione: ogni soggetto riceveva istruzioni scritte/illustrate come riferimento e un diario quotidiano degli esercizi per monitorare l'esecuzione degli esercizi. I soggetti ritornavano dopo 1 settimana per rivedere il programma degli esercizi con il terapista e formulare domande riguardanti gli esercizi assegnati. Dopo 4 settimane i soggetti venivano contattati telefonicamente per controllare la prosecuzione del programma, discutere eventuali problemi e assicurare la corretta progressione degli esercizi. Se il soggetto aveva dubbi riguardo gli esercizi o qualsiasi difficoltà di esecuzione alle 4 settimane veniva inoltre fissata una rivalutazione opzionale con il terapista.
Descrizione degli esercizi: Ai soggetti veniva richiesto di eseguire 2 esercizi di stiramento della durata di 30 secondi, ciascuno ripetuto per 5 volte al giorno. (fig. 1A-B). Lo stiramento del piccolo pettorale veniva eseguito chiedendo al soggetto di posizionare le mani all'altezza delle spalle sui muri adiacenti di uno spigolo e di piegarsi verso lo spigolo. Il secondo esercizio, per lo stiramento della regione posteriore della spalla veniva eseguito raggiungendo con una mano la scapola opposta e quindi usando la mano libera per aumentare l'adduzione orizzontale dell'omero, fino al raggiungimento di un corretto stiramento. Un esercizio di rilasciamento per il trapezio superiore veniva eseguito 5 volte al giorno chiedendo al soggetto di elevare gli arti superiori sul piano della scapola avendo cura di non sollevare le spalle (fig. 1C). Il rilasciamento era migliorato tramite un input visivo (eseguendo l'esercizio davanti ad uno specchio) o tramite un input propriocettivo (ponendo la mano libera sul trapezio superiore attivo). I soggetti venivano istruiti all'esecuzione di esercizio di rinforzo con resistenza progressiva 3 giorni alla settimana per 2 gruppi muscolari. Per il dentato anteriore il rinforzo veniva eseguito da supini protraendo la scapola e sollevando un peso con la mano (fig. 1D). Per la rotazione esterna dell'omero la resistenza era fornita da un Thera-Band (livello di resistenza blu, ; The Hygenic Corporation, Akron, OH, USA) in posizione eretta (fig. 1E). Ai soggetti veniva insegnao a progredire da una posizione iniziale con il braccio vicino al fianco, ad una posizione di abduzione del braccio. Per entrambi gli esercizi di rinforzo i soggetti erano istruiti ad eseguire 3 set di 10 ripetizioni la prima settimana, per poi progredire a 3 set di 15 ripetizioni la seconda settimana e 3 set di 20 ripetizioni la terza settimana. Al raggiungimento dei 3 set da 20 ripetizioni, eseguiti per 3 sessioni consecutive, i soggetti dovevano proseguire aumentando il peso o la tensione del Thera-Band (accorciando la fascia elastica) e ripetendo da capo la progressione. I soggetti venivano avvertiti che gli esercizi potevano indurre fatica muscolare ma non dovevano causare l'aumento del dolore alle spalle.
Figura 1): programma di esercizi domestici. A) Stiramento della regione posteriore della spalla. B) Stiramento del piccolo pettorale. C) esercizio di rilasciamento del trapezio superiore, evitando il sollevamento della spalla all'elevazione dell'arto. D) Esercizio di rinforzo del gran dentato. E) Esercizio di rinforzo dei rotatori esterni, l'arto superiore che segue l'esercizio è il sinistro. F) Esercizio di rinforzo dei rotatori esterni con progressione in abduzione di braccio.
Risultati:
Il programma di esercizio domestico si è rivelato nella riduzione dei sintomi e nel miglioramento della funzionalità.



venerdì 6 giugno 2014

La stimolazione nocicettiva di punti trigger miofasciali latenti ( MTrPs ) aumenta l'insorgenza di crampi muscolari locali.






Lo scopo di questo studio è quello di verificare l'ipotesi che la stimolazione nocicettiva di  punti trigger miofasciali latenti ( MTrPs ) aumenta l'insorgenza di crampi muscolari locali.
La stimolazione muscolare nocicettiva è stata ottenuta con un bolo di glutammato ( 0,1 ml , 0,5 M) in un MTrP latente e in un punto di controllo ( un non trigger point  ), situato nella parte destra o sinistra del  gastrocnemio mediale  in 14 soggetti sani .
Un bolo di soluzione fisiologica ( 0,9 % , 0,1 ml) di iniezione è servito come controllo .
Le iniezioni sono state guidate da elettromiografia intramuscolare ( EMG ) e mostrano  una  risposa di attività elettrica spontanea in un trigger point latente e nessuna di tali attività a un non trigger point .
Attività EMG intramuscolari e di superficie nel muscolo gastrocnemio mediale sono stati registrati pre - durante - e post-iniezione per un periodo di 8 min per monitorare l'insorgenza di crampi muscolari , che sono caratterizzati da una breve raffica episodica di elevati livelli di attività EMG .
I risultati hanno dimostrato che il glutammato e iniezioni di soluzione fisiologica nelle zone di MTrPs latenti hanno indotto una maggiore intensità del dolore di picco rispetto i punti non- MTrPs ( entrambi p < 0.05 ) . Iniezione di glutammato hanno indotto una maggiore intensità del dolore come picco rispetto iniezione di soluzione salina isotonica in entrambi MTrPs latenti o non MTrPs ( entrambi p < 0.05 ) .
Crampi muscolari sono state osservate nel 92.86 % dei soggetti dopo l'iniezione di glutammato nelle MTrPs latenti , ma non nei non- MTrPs ( P < 0.001 ) .
Nessun crampi muscolari sono stati registrati dopo l'iniezione di soluzione salina isotonica in entrambi i MTrPs latenti o dei non- MTrPs .
Questi risultati suggeriscono che MTrPs latenti potrebbero essere coinvolti nella genesi di crampi muscolari . Aumento focale della sensibilità nocicettiva a MTrPs costituisce uno dei meccanismi crampi muscolari sottostanti.


Un periodo di digiuno può indurre un maggiore ricambio delle cellule staminali nel sangue, aiutando il sistema immunitario a resistere agli effetti negativi della chemioterapia e anche alla normale degenerazione dovuta all'invecchiamento.





Difetti del sistema immunitario sono al centro dell'invecchiamento e di una serie di malattie.
Qui mostriamo che il digiuno prolungato riduce  IGF-1 circolanti e l'attività PKA in varie popolazioni cellulari, portando a segnalare cambiamenti di trasduzione nelle cellule staminali ematopoietiche-lungo termine (LT-CSE) e le cellule di nicchia che promuovono la resistenza dopo stress, auto-rinnovamento, e rigenerazione .
Cicli multipli di digiuno potrebbero attenuare immunosoppressione e la mortalità causata dalla chemioterapia in accordo con i dati preliminari sulla protezione dei linfociti da chemiotossicità nei pazienti a digiuno. 
Questi risultati stabiliscono  il loro ruolo cruciale nella regolazione e protezione delle cellule staminali ematopoietiche, auto-rinnovamento e rigenerazione.
Quindi:
Un periodo di digiuno può indurre un maggiore ricambio delle cellule staminali nel sangue, aiutando il sistema immunitario a resistere agli effetti negativi della chemioterapia e anche alla normale degenerazione dovuta all'invecchiamento. 

Il digiuno prolungato riduce IGF-1/PKA per promuovere ematopoietiche-Stem-Cell-Based Rigenerazione e immunosoppressione Reverse

mercoledì 4 giugno 2014

Sindrome da conflitto subacromiale


immagine figurativa



(Lombardi et al. 2008)
Patologia:
sindrome da conflitto subacromiale (positività al test di Neer e al Test di Hawkins).
Trattamento:
Allenamento a resistenza progressiva: i pazienti del gruppo sperimentale hanno partecipato dapprima ad una valutazione della forza muscolare utilizzando un esercizio di ripetizione massimale (RM) in cui dovevano eseguire 6 ripetizioni con il massimo peso sollevabile, al fine di determinare le 6 ripetizioni massimali (6 RM). Una volta determinato il 6 RM l'allenamento era suddiviso nel seguente programma: 2 serie di 8 ripetizioni, la prima serie con il 50% del 6 RM e la seconda serie con il 70% del 6 RM, rispettando la soglia del dolore del paziente; l'esercizio veniva interrotto nel caso in cui il paziente provasse dolore e veniva eseguito un altro movimento. Tra la prima e la seconda serie c'era un periodo di riposo di 2 minuti; la velocità di movimento era di 2 secondi sia per la fase concentrica che per quella eccentrica. Gli esercizi consistevano in: flessione, estensione, rotazione interna e rotazione esterna della spalla. L'allenamento veniva eseguito 2 volte alla settimana per un periodo di 8 settimane. Il valore di 6 RM veniva rivalutato ogni 2 settimane. Per l'esercizio veniva utilizzato un macchinario per il body building a mutipuleggia. Al fine di rinforzare i muscoli flessori della spalla il paziente era posizionato con la schiena appoggiata al macchinario e il gomito flesso a 90°, il paziente eseguiva il movimento di flessione della spalla da 0° a 90°. Nell'esercizio di rinforzo degli estensori il paziente era rivolto di fronte al macchinario, con il gomito flesso a 45° e la spalla che si muoveva da 60° di flessione a 30° di estensione. Nel rinforzo dei rotatori interni ed esterni, il paziente era posizionato di fianco al macchinario con il gomito flesso a 90°, per la rotazione interna il paziente iniziava a 45° di rotazione esterna e si muoveva fino a 45° di rotazione interna, per la rotazione esterna il paziente iniziava il movimento a 45° di rotazione interna e si muoveva fino a 30° di rotazione esterna.
Risultati:

Il programma si è dimostrato efficace nel ridurre il dolore (VAS), nel migliorare la funzionalità (Disabilities of the Arm, Shoulder, and Hand (DASH) questionnaire) e la qualità della vita (Short Form 36 (SF-36)).


lunedì 2 giugno 2014






 (França et al. 2010)
Confronto dell'efficacia di 2 programmi di esercizi per la lombalgia cronica, entrambi i programmi duravano per 6 settimane, con 2 sedute di 30 minuti alla settimana.
Programmi:
A) programma di stabilizzazione segmentaria con esercizi focalizzati sul trasverso dell'addome e sul multifido.
Esercizi per il trasverso dell'addome (TdA) ed il multifido lombare (ML), secondo quanto proposto da (C. A. Richardson e Jull 1995; C. Richardson, Hodges, e Hides 2004)
- es. per il TdA in posizione quadrupedica;
- es. per il TdA in decubito supino a ginocchia flesse;
- es. per il ML in decubito prono;
- co-contrazione del TdA e del ML in stazione eretta.
Venivano effettuate 3 serie da 15 ripetizioni per ogni esercizio.
B) programma di rinforzo superficiale, con esercizi focalizzati sul retto dell'addome (RdA), obliquo interno (OI), obliquo esterno (OE) ed erettore della colonna (EdC).
- es. per il RdA in decubito supino, con le ginocchia flesse, flessioni del tronco;
- es. per RdA, OI, OE in decubito supino con le ginocchia flesse, flessione del tronco e rotazioni;
- es. per il RdA in decubito supino e ginocchia semiflesse, flessioni delle anche;
- es. per l'EdC in decubito prono, estensioni del tronco.
Venivano effettuate 3 serie da 15 ripetizioni per ogni esercizio.
Outcome:
- dolore valutato tramite VAS ed il McGill pain questionnaire,
- disabilità funzionale tramite Oswestry disability questionnaire,
- capacità di attivazione del TdAtramite dispositivio a biofeedback (Stabilizer Pressure Biofeedback Unit)
Risultati: entrambi i trattamenti si sono dimostrati efficaci nel ridurre il dolore e nel migliorare la funzionalità, il trattamento di stabilizzazione segmentaria si è dimostrato più efficace per il il miglioramento di ogni parametro considerato, inoltre con il programma di rinforzo superficiale non si aveva alcun miglioramento nella capacità di attivazione del TdA. Quindi l esercizio sembra essere utile in caso di dolore lombare, lombalgia.


Esercizio e lombalgia cronica





(Beinart et al. 2013)
è dimostrato che l'esercizio riduce il dolore e aumenta la funzionalità nei pazienti con lombalgia cronica, ciò nonostante fino al 70% dei pazienti non eseguono negli esercizi assegnati a casa. Da una revisione sistematica di 11 RCT, con in tutto 1088 partecipanti, è risultata una evidenza moderata di: 1 fattore relativo al paziente e 3 fattori relativi alla terapia correlati all'aumento di dedizione al programma di esercizi domestici. Tali fattori sono: un locus of control relativo alla salute maggiormente, la supervisione, la partecipazione ad un programma di esercizi, la partecipazione ad un programma di cambiamento comportamentale generale che include strategie motivazionali.

Esercizi di core stability da eseguire con la palla svizzera, al fine di massimizzare il reclutamento della muscolatura stabilizzante del tronco







(P. W. M. Marshall e Murphy 2006; P. W. Marshall e Murphy 2005)
Gsli autori hanno proposto una serie di esercizi di core stability da eseguire con la palla svizzera, al fine di massimizzare il reclutamento della muscolatura stabilizzante del tronco applicabile anche su pazienti lombalgici dopo attenta valutazione
Upper-body roll out: (fig. A) in posizione prona, il paziente si posiziona con le gambe ed i piedi in contatto con la palla, le mani sono posizionate direttamente al disotto delle spalle, con le dita orientate in avanti, l'altezza della palla (55-65 cm) viene scelta al fine di mantenere l'angolo di flessione delle spalle a circa 90°

Inclined press-up: (figg. B, C) vengono effettuati piegamenti sulle braccia con l'appoggio delle mani su un palla di 65 cm di diametro, le mani sono posizionate direttamente al di sotto delle spalle, i gomiti completamente estesi ed il tronco posizionato il più lontano possibile affinché fosse mantenuta la posizione. I gomiti vengono flessi fino a circa 90°, abbassando il tronco sulla palla, senza però che ci sia contatto,

Contralateral single-leg hold: (fig. D) il soggetto è posizionato su una palla del diametro di 65 cm, con il supporto fino all'articolazione sacroiliaca, un piede è appoggiato a piatto sul pavimento, l'arto inferiore controlaterale è portato con anca e ginocchio flessi a 90°, da questa posizione il soggetto viene istruito a estendere dapprima il ginocchio quindi l'anca fino a portare l'arto inferiore parallelo al tronco.

Quadruped exercise (fig. E) l'esercizio viene eseguito con un appoggio su 2 punti e il sollevamento di un arto superiore e l'inferiore controlaterale. Il soggetto inizia in posizione quadrupedica, con le ginocchia e le mani sul pavimento (anche flesse a 90° e mani sotto alle spalle). Il soggetto quindi flette una spalla, estende l'anca ed il ginocchio controlaterali, fino a portare i 2 arti paralleli al tronco. La posizione vine quindi mantenuta per 4 secondi.

Gli autori hanno quindi valutato l'efficacia di un programma di esercizi con la palla svizzera in un gruppo di pazienti con lombalgia cronica misurando i seguenti outcome: Oswestry Disability Index, Visual Analog Scale, Medical Outcomes 12-Item Short Form Health Survey, Self-Efficacy For Exercise Scale, misure elettromiografiche di attivazione a feed forward della muscolatura, fenomeno della flessione-rilassamento, affaticamento mioelettrico, capcità di resistenza con il test di Sorensen ed un test sit-up modificato.
Il programma durava 12 settimane con una progressione ogni 4 settimane, gli outcome venivano misurati a 4, 8 e 12 settimane e con un follow up di 3 mesi. Gli esercizi venivano eseguiti 3 volte alla settimana. Per le prime 4 settimane venivano eseguiti esercizi isometrici (2-3 set da 8-10 ripetizioni per ogni esercizio) si progrediva quindi con esercizi di controllo di tipo eccentrico e concentrico per altre 4 settimane (2-3 set da 6-8 ripetizioni) per le ultime 4 settimane venivano eseguiti esercizi di tipo dinamico. In nessun caso venivano utilizzati pesi.
Risultati: si è osservata una diminuzione significativa della disabilità al termine del trattamento. Il miglioramento significativo nel dolore e nella disabilità veniva mantenuto anche al follow up. Si osservava inoltre un miglioramento significativo nella percezione del benessere fisico e mentale. Questi esercizi potrebbero essere utilizzati in pazienti lombalgici cronici o su pazienti con dolore lombare dopo valutazione medica o fisioterapica


N.B Le immagini degli esercizi sono contenute nei link agli articolo completi



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