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martedì 27 gennaio 2015

Meditazione, controllo del movimento e strategia sul focus dell’attenzione: gli effetti della meditazione sull’equilibrio posturale.



Meditazione, controllo del movimento e strategia sul focus dell’attenzione: gli effetti della meditazione sull’equilibrio posturale.
Motivation in Educational Research Laboratory-MERL and Physical Education & Sports Science-PESS Academic Group at the National Institute of Education in Nanyang Technological University, Singapore.

ABSTRACT

Abbiamo esaminato se l’induzione momentanea ad uno stato di meditazione abbia apportato benefici per una seguente prestazione di mantenimento dell’equilibrio, prendendo in considerazione gli effetti della disposizione alla meditazione. Abbiamo inoltre testato se la nostra induzione ad uno stato di consapevolezza, educando al mantenimento dell’attenzione momento per momento, abbia influenzato le strategie di miglioramento del focus dell’attenzione che erano state adottate dai partecipanti durante la prova di mantenimento dell’equilibrio. La prova è stata accertata basandosi sull’entropia (ApEn) approssimata ad un dato centro di pressione (CoP). Lo studio è stato condotto su 32 maschi (età: 22,8; SD : 1,94) che sono stati assegnati casualmente ad un gruppo di meditazione o di controllo. Facendo differenze nella performance del pre-test e del post-test, basati sui movimenti mediali – laterali come variabili dipendenti, il test per l’interazione ha dimostrato come l’induzione alla meditazione e in generale ad uno stato di maggior coscienza sia stata più efficace per i partecipanti con una maggiore disposizione alla meditazione. I soggetti che si sono sottoposti all’induzione alla meditazione hanno inoltre riportato un maggior uso delle strategie di controllo esterne rispetto a quelli che erano nel gruppo di controllo. I risultati suggeriscono quindi che l’induzione momentanea ad uno stato di meditazione può apporre benefici sulla performance del mantenimento dell’equilibrio e può avere ricadute positive sulle strategie dell’uso dei focus dell’attenzione durante il controllo del movimento.

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Traduzione a cura di Sofia Dallorto

giovedì 8 gennaio 2015

bodyblade funziona ? E' efficace ?




In linea di massima come funziona questo attrezzo:


Le oscillazioni dell attrezzo  creano delle vibrazione o oscillazioni ritmiche a cui il corpo deve in un certo senso resistere per non essere "scosso".
L' utilizzo di Bodyblade attiva muscolatura in tutto il corpo  tutto il corpo, in altre parole, è possibile utilizzare semplici movimenti per aggiungere forze destabilizzanti  che creano una reazione a catena muscolare in tutto il corpo.
Questo modello d'allenamento  attiva gruppi muscolari piuttosto che singoli muscoli in maniera isolata, questo tipo di esercizio risulta essere più fisiologico e naturale se teniamo conto del fatto che quando compiamo un gesto ad esempio con l'arto superiore si attiva una catene di muscoli che porta le tensioni fino ad esempio ai piedi.

Bodyblade potrebbe risultare un interessante strumento d'allenamento da inserire nelle nostre sessioni d'allenamento.

Questo tipo di esercizi con l'utilizzo di bodyblade risulta anche molto utile negli esercizi di core stability per creare delle perturbazioni al movimento a cui il corpo dovrà reagire con un maggior reclutamento muscolare.

Per un allenamento funzionale pensiamo ad esempio a chi fa mountain bike o va in moto, gli sforzi che deve sopportare non sono "simulabili" o replicabili con il semplice sollevamento di pesi mentre l'utilizzo di bodyblade simula le continue sollecitazioni e vibrazioni che si presentano quando si va in moto o bic



Vorrei segnalarvi anche l'esistenza di un'altro attrezzo che funziona su un principiomolto molto simile: 

Flexy bar che ha ricevuto la certificazione:

Certificazione AGR Riconoscimento AGR a FLEXI-SPORTS GmbH - 81671 Munich pcampagna per una schiena migliore, prodotto "amico per una schiena migliore"




venerdì 2 gennaio 2015

Tumori, : ne causa più la sfortuna che lo stile di vita ?


In molti casi ammalarsi di cancro è solo un fatto di sfortuna e non di stile di vita. Riassunta così, la conclusione della ricerca condotta alla Johns Hopkins School of Medicine del Maryland potrebbe apparire sconvolgente da un punto di vista scientifico perché controcorrente rispetto a tutto quanto da anni ripetonostudiosi e medici. Eppure è proprio quello che sostengono i due ricercatori che hanno elaborato lo studio pubblicato sulle pagine del prestigiosa rivista "Science".

Tra le neoplasie collegate alla 'cattiva sorte', la ricerca inserisce quelle localizzate in alcuni organi e tessuti: cervello, testa-collo, tiroide, esofago, polmone, osso, fegato, pancreas, melanoma, ovario e testicolo.

Qui, dimostriamo che ilrischio di tumori di molti tipi diversi è fortemente correlato  con il numero totale di divisioni delle normali cellule auto-rinnovamento per il mantenimento dell'omeostasi che di tessuti. Questi risultati suggeriscono che solo un terzo della variazione nel rischio di cancro in tessuti è attribuibile a fattori ambientali o predisposizioni ereditarie. 

La maggior parte è dovuto alla "sfortuna", cioè, mutazioni casuali derivanti durante la replicazione del DNA in cellule staminali normali, non tumorali. 

Questo è importante non solo per la comprensione della malattia, ma anche per la progettazione di strategie per limitare la mortalità utilizzando una diagnosi precoce.

Lo studio, non prende in considerazione  tutti i tipi di tumore.

 E´ comunque un lavoro di tipo statistico e quindi andrà verificato con altre ricerche.


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